Alcoli da non bere
Parallelamente a questi sviluppi, l’ultimo secolo ha assistito anche alla crescita dell’utilizzazione industriale degli alcoli. Con il progredire della tecnologia, ci si è accorti che gli alcoli possono essere utilizzati per una molteplicità di destinazioni, oltre agli usi “da bocca”: sono ottimi solventi, e li si utilizza in una gamma grandissima di produzioni industriali, dalle vernici alla profumeria, alla farmacologia; producono calore, e non lasciano residui tossici alla combustione, poiché l’unico residuo della combustione dell’alcole etilico assoluto è H2O, l’acqua purissima; si scopre che l’alcole etilico è un’ottima materia prima per la produzione del polietilene, dalla vastissima versatilità industriale. E, non ultimo, l’alcole etilico è un efficacissimo disinfettante: dopo la scoperta dei microrganismi causa delle infezioni, ad opera di Louis Pasteur, nella seconda metà dell’Ottocento, la disinfezione con alcole diventa un’operazione fondamentale per la cura delle ferite, e preliminare per le mani di medici ed infermieri prima di qualsiasi intervento. Si verifica, così, un forte ritorno della distillazione di alcole etilico per la produzione, sotto altra veste, di una nuova salvifica “aqua vitae”.
Vale la pena di concludere questa breve storia della distillazione con un ultimo paragrafo dedicato ad un’utilizzazione per ora futuribile (ma non più tanto, ormai): dopo l’”aqua vitae” medicinale, dopo le bevande per il nostro piacere sensoriale, la distillazione si sta ora volgendo alla produzione di energia. Nell’alcole carburante è probabilmente una parte importante del futuro dell’industria distillatoria mondiale. E’ una storia ancora da scrivere, anche se in altri paesi ne sono già stati redatti i primi capitoli: l’alcole etilico di origine agricola costituisce una fonte rinnovabile di energia, alternativa alle fonti di materie prime fossili, sia direttamente come combustibile a residuo inquinante zero, sia, indirettamente, per la produzione di eteri alto-ottanici e di idrogeno, altro carburante futuribile a residuo inquinante zero.
Una realizzazione già concreta è l’ETBE, un anti-detonante utilizzato nelle benzine al posto del piombo tetra-etile (fortemente tossico), che si produce con l’alcole etilico. Quest’ultimo è stato anche utilizzato tal quale come carburante per autotrazione (in Brasile c’è stata una produzione di serie di autoveicoli con motore a scoppio funzionante ad alcole puro derivato dalla lavorazione della canna da zucchero), oppure, previa anidrificazione, addizionato in miscela con i carburanti tradizionali di origine fossile.
Gli industriali distillatori italiani sono già pronti da tempo, con tecnologie e strutture industriali, a dare il loro contributo alla tutela dell’ambiente naturale con la produzione di una fonte di energia rinnovabile ed ecologica, quale è l’alcole etilico distillato da materie prime agricole.
Vale la pena di concludere questa breve storia della distillazione con un ultimo paragrafo dedicato ad un’utilizzazione per ora futuribile (ma non più tanto, ormai): dopo l’”aqua vitae” medicinale, dopo le bevande per il nostro piacere sensoriale, la distillazione si sta ora volgendo alla produzione di energia. Nell’alcole carburante è probabilmente una parte importante del futuro dell’industria distillatoria mondiale. E’ una storia ancora da scrivere, anche se in altri paesi ne sono già stati redatti i primi capitoli: l’alcole etilico di origine agricola costituisce una fonte rinnovabile di energia, alternativa alle fonti di materie prime fossili, sia direttamente come combustibile a residuo inquinante zero, sia, indirettamente, per la produzione di eteri alto-ottanici e di idrogeno, altro carburante futuribile a residuo inquinante zero.
Una realizzazione già concreta è l’ETBE, un anti-detonante utilizzato nelle benzine al posto del piombo tetra-etile (fortemente tossico), che si produce con l’alcole etilico. Quest’ultimo è stato anche utilizzato tal quale come carburante per autotrazione (in Brasile c’è stata una produzione di serie di autoveicoli con motore a scoppio funzionante ad alcole puro derivato dalla lavorazione della canna da zucchero), oppure, previa anidrificazione, addizionato in miscela con i carburanti tradizionali di origine fossile.
Gli industriali distillatori italiani sono già pronti da tempo, con tecnologie e strutture industriali, a dare il loro contributo alla tutela dell’ambiente naturale con la produzione di una fonte di energia rinnovabile ed ecologica, quale è l’alcole etilico distillato da materie prime agricole.










