Alla riscoperta della grappa

L'acquavite simbolo del Made in Italy entra nel Registro internazionale delle denominazioni di origine, mentre cresce l'interesse all'estero, complice la presenza ad EXPO. Ora AssoDistil punta sui Consorzi di tutela.

L'IG Grappa si riconferma il distillato italiano per eccellenza. Non lo dicono soltanto i numeri, ma gli ultimi riconoscimenti che l'acquavite simbolo del “Made in Italy” ha conquistato. Lo ha sottolineato AssoDistil, l'associazione nazionale dei distillatori, in occasione dell'assemblea annuale.

Sul mercato interno, negli ultimi quattro anni, ha inciso prima la crisi dei consumi, poi l'aumento delle accise sull'alcol. Il 2014, tuttavia, ha mostrato alcuni segnali positivi: la produzione del distillato è cresciuta del 2,4% (85mila ettanidri) rispetto al 2013 anche se sul fronte dei consumi interni, le vendite hanno registrato una diminuzione dell'1,5%. I dati mostrano che la Grappa si conferma il distillato nazionale preferito dagli italiani.

Nell'export, la grappa imbottigliata ha ritrovato stabilità, dopo anni di riduzione a due cifre. Tuttavia, soltanto il 20% della produzione è venduta all'estero: i principali Paesi importatori sono la Germania, la Svizzera, l'Austria e gli Stati Uniti. Ci sono ampi margini di miglioramento e l'interesse per la Grappa, emerso ad EXPO, lo conferma e induce il settore a ben sperare per il futuro. “Lo Spazio Grappa sta registrando un boom di visitatori di tutto il mondo– ha spiegato Cesare Mazzetti, presidente del Comitato Nazionale Acquaviti –. Le degustazioni guidate, organizzate settimanalmente, stanno richiamando molti estimatori, confermando il prestigio che questo prodotto si è conquistato”.

Da registrare anche il grande successo pochi giorni fa con l'inserimento dell'IG Grappa nel Registro internazionale delle denominazioni di origine, tenuto da WIPO, l'Organizzazione mondiale della Proprietà Intellettuale. L'ammissione del distillato in questo “albo speciale” stabilisce una particolare tutela contro qualsiasi tentativo di imitazione nei Paesi firmatari dell'accordo di Lisbona.

“Un riconoscimento che ci inorgoglisce – afferma Mazzetti - Questo dimostra che è tempo di rafforzare la tutela di questa eccellenza del nostro agroalimentare messa a rischio da tentativi di contraffazione, attraverso l'istituzione di adeguati strumenti normativi e aggregativi”. A tale scopo, AssoDistil ritiene essenziale la creazione di Consorzi di tutela per le bevande spiritose, composti da operatori rappresentativi della filiera, in grado di gestire disciplinari, contrastare le frodi e promuovere il prodotto.

Perché ci sia il riconoscimento del Consorzi per le IG degli “spirits” occorre, però, una chiara previsione di legge: in tal senso, il sostegno del Ministro delle Politiche Agricole e Agroalimentari, Maurizio Martina, e del Presidente della Commissione Agricoltura, del Senato, Roberto Formigoni è risultato di fondamentale importanza. Oggi, infatti, nel Collegato Agricoltura, approvato al Senato e ora in seconda lettura alla Camera, è contenuta una disposizione che prevede la possibilità per il Mipaaf di riconoscere Consorzi di tutela per ciascuna bevanda spiritosa a Indicazione geografica. “Ci auguriamo che finalmente tale soluzione divenga definitiva – osserva il presidente del Comitato Acquaviti – evitando così i ritardi accumulati fino ad oggi. Inoltre, i Consorzi di tutela ci aprirebbero importanti prospettive di crescita, con significative ricadute economiche per l'interno comparto”.

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