Distilleria italiana Un’eccellenza del nostro paese e un esempio virtuoso di economia circolare che contribuisce alla decarbonizzazione del settore trasporti

Roma, 25 maggio 2018 - Nel nostro paese quello della distilleria è un settore di eccellenza dell’italianità: distilla prodotti di alta qualità, e valorizza, nobilitandoli, i sottoprodotti della filiera agricola, in particolare quelli della filiera vitivinicola.

E’ uno degli aspetti emersi nel corso della 72° Assemblea Generale di AssoDistil che si è svolta il 25 maggio a Roma. Oltre ai dati dalla ricerca “Osservatorio congiunturale sulle imprese dell’industria dei distillati”, realizzata da Format Research nell’aprile 2018, che si focalizzano sulla tenuta del settore e sulla sua visione positiva del futuro, l’Assemblea è stata l’occasione per ribadire l’importante ruolo che il comparto della distilleria svolge in termini di economia circolare.

Questo grazie al processo di distillazione attraverso il quale, ogni anno, vengono valorizzate tonnellate di materie prime di origine agricola e residui (cereali, frutta, vino e vinacce) per ottenere oltre ai nobili distillati, una molteplicità di prodotti e coprodotti diversi: dagli additivi alimentari, ai mangimi, dai coloranti naturali ai fertilizzanti.

Ma anche energia verde, dal biogas all’energia termica, dall’energia elettrica “green” ai biocombustibili. Ed è proprio a proposito di biocombustibili, o meglio dei biocarburanti avanzati, che, in un’ottica green, il comparto della distilleria si inserisce in un contesto ancora in evoluzione: la Direttiva comunitaria Renewable Energy Directive for 2030 (RED2) sta infatti delineando i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni (Pacchetto Clima Energia): tra questi la percentuale minima di consumo (3,6%) di biocarburanti avanzati, vale a dire quelli ottenuti da sottoprodotti e scarti, per ridurre le emissioni del settore trasporti.

Un obiettivo che l’Italia sarà in grado di coprire anche grazie al contributo delle sue distillerie: la capacità produttiva delle distillerie italiane di bioetanolo è al momento pari a 215mila tonnellate l’anno, ma il comparto è pronto ad investire per soddisfare potenziale domanda aggiuntiva.

Tutto il mondo si interroga su come ottimizzare l’efficienza nell’utilizzo delle materie prime e minimizzare gli scarti, nel rispetto dell’ambiente” ha spiegato il Presidente di AssoDistil Antonio EmaldiEbbene, questo è esattamente ciò che le nostre distillerie fanno quotidianamente: dai nobili distillati all’alcole industriale, dagli additivi alimentari alle bioenergie, dai coloranti naturali ai fertilizzanti, le distillerie massimizzano la valorizzazione delle materie prime contribuendo, nel contempo, a risolvere problemi ambientali.”.

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