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Agrisole

Innovazione e dinamismo «spingono» grappe e acquaviti alla conquista dell’estero

Silvia Marzialetti

Nonostante il rallentamento dei ricavi (incagliati sullo stallo della domanda interna) il comparto della distilleria italiana resiste, forte di una spiccata progettualità

BOTTIGLIE

Export in crescita dell’1,3%, trainato da Nord America ed Europa dell’Est e andamento occupazionale stabile. Nonostante il rallentamento dei ricavi (incagliati sullo stallo della domanda interna), il comparto della distelleria italiana resiste, forte di una spiccata progettualità e di una istintiva propensione all'internazionalizzazione.
Lo dimostrano le fotografie scattate dall’«Osservatorio congiunturale sulle imprese dell’industria dei distillati» realizzato da Format Research e presentato in occasione della 72esima assemblea generale Assodistil.

I numeri del comparto

Sono 518 le aziende operative nel comparto dei distillati in Italia, di cui 135 distillerie vere e proprie. Si tratta in prevalenza di micro-imprese (l’80% ha fino a 9 addetti), che danno lavoro a 4800 occupati e producono complessivamente 1 milione e 13 mila ettanidri di alcol etilico di origine agricola e di acquaviti, vale a dire 1,3% della produzione europea .Il fatturato proviene per il 69% dalle attività effettuate sul mercato domestico, anche se la quota delle aziende che svolgono attività con l’estero risulta in progressivo aumento da cinque anni a questa parte. 
Nonostante le incertezze e gli ostacoli comuni a tutta l’industria (su tutti eccessive burocrazia e pressione fiscale), l’industria si conferma piuttosto vivace sul fronte degli investimenti e reattivo su quello dell’innovazione. Negli ultimi due anni le imprese che hanno effettuato investimenti sono state l'83% (da parte, naturalmente delle imprese più grandi, dunque più strutturate), una quota nettamente più elevata rispetto al resto del tessuto imprenditoriale italiano. Investimenti che si sono indirizzati in particolare verso nuovi macchinari (nel 70% dei casi). Interessanti anche gli scenari: nei prossimi due anni oltre il 70% delle imprese del comparto intende effettuare un investimento e il 38% in innovazione, in particolare in innovazione di processo. Oltre la metà degli operatori lo farà ricorrendo all'autofinanziamento.

Economia circolare

Vincente si sta dimostrando anche il connubio tra distilleria ed economia circolare, che consente di lavorare ogni anno milioni di tonnellate di materie prime agricole, come cereali, frutta, vino e vinacce, trasformati in numerosi altri prodotti.
Si punta sulla sostenibilità promuovendo la scelta di materie prime agricole, la valorizzazione dei residui, le produzioni diversificate, l'energia elettrica da fonti rinnovabili, il biogas, il bioetanolo e il biometano: tutto ciò che entra in distilleria viene trasformato in prodotti di uso quotidiano: attraverso la combustione e la digestione dei residui della distillazione le distillerie arrivino a produrre quasi 300.000 Mwh all'anno di energia elettrica. L'ultima novità del comparto riguarda il bioetanolo, biocarburante avanzato di origine vegetale, la cui matrice sono sottoprodotti e colture agricole dedicate, quindi non utilizzabili in alimentazione, umana o animale. 
Secondo dati di Assodistil, la capacità produttiva delle aziende italiane è pari a 215mila tonnellate l'anno: un mood in perfetta sintonia con la politica europea, che solo un mese fa ha approvato un pacchetto sull’economia circolare. 
«Quella mostrata dalle nostre aziende non è una fiducia cieca - commenta Antonio Emaldi, presidente Assodistil - ma consapevolezza del potenziale ancora non del tutto espresso dal nostro settore, che oggi vuole cogliere le opportunità offerte anche dalle politiche comunitarie, che premiano eccellenza qualitativa, filiere integrate, elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza nell'uso delle risorse».


ANSA.IT

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L'estero premia i distillati, export a +1,3%

AssoDistil, il 31% fatturato settore proviene da mercati esteri

(ANSA) - ROMA, - Cresce dell'1,3% negli ultimi sei mesi l'export di grappe e distillati. A rilevarlo, con una ricerca curata da Format Research, è l'Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli ed Acquaviti (AssoDistil) in vista della 72/ma Assemblea generale in programma a Roma venerdì 25 maggio. 

Il trend, registrato dall'Osservatorio sull'Industria dei Distillati, è dovuto in gran parte - si legge in una nota - al commercio verso il Nord America, amplificato dal progetto finanziato dalla Commissione europea "Hello Grappa!", lanciato da AssoDistil nel 2017. ''Ad oggi - si specifica - circa il 31% del fatturato delle imprese del comparto proviene dai mercati esteri''. Infine, l'Osservatorio fotografa che il settore italiano della distilleria conta 518 aziende operative, di cui 135 distillerie vere e proprie delle quali l'80% sono considerate micro imprese (fino a 9 addetti) e per il 4% si tratta di imprese di medie o grandi dimensioni. Il comparto conta 4.800 occupati di cui meno della metà presso le distillerie pure. (ANSA).

IL SOLE24ORE RADIOCOR

ag radiocor

NOTIZIE RADIOCOR - FINANZA

AGROALIMENTARE: GLI AVVENIMENTI DI VENERDI' 25 MAGGIO

- Roma: 72 Assemblea Generale AssoDistil. Ore 10,45. Presso Una Hotel. Via Giovanni Amendola, 57


QUALIVITA

QUALIVITA

AssoDistil: il 25 maggio a Roma la 72° Assemblea generale

La 72° Assemblea Generale di AssoDistil si terrà il 25 maggio 2018 dalle ore 10.45 presso l’Una Hotel di Via Giovanni Amendola 57 in Roma. AssoDistil, fondata nel 1946, rappresenta oltre il 95% della produzione nazionale di acquaviti e di alcol etilico da materie prime agricole. L’intero comparto, senza contare l’indotto, genera circa 1 miliardo di euro di fatturato.

Dopo l’introduzione del Presidente AssoDistil Antonio Emaldi a seguirà un ddibattito con le autorità politico_istituzionali.

Hanno dato la loro disponibilità ad intervenire: (in ordine alfabetico) Michele Alessi Ufficio PIUE VII – Settore vitivinicolo Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali;  Teresa Alvaro Direzione centrale tecnologie per l’innovazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;  On. Paolo De Castro Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo;  Gianfranco De Felici Ufficio Coordinamento delle attività di analisi della Direzione centrale analisi merceologica e laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;  Giovanni Perrella Segreteria tecnica Dgmereen-Dgsaie del Ministero dello Sviluppo Economico:  Al termine del dibattito Pierluigi Ascani, Presidente di Format Research, illustrerà i risultati dell’Osservatorio congiunturale sull’industria dei distillati relativi al I° trimestre del 2018.

Fonte: AssoDistil


AGRONOTIZIE.IT

AGRONOTIZIE

La distilleria italiana tra tradizione e innovazione

Dati, previsioni e investimenti futuri saranno al centro della 72° assemblea generale di AssoDistil. Roma, 25 maggio 2018, ore 10.45

Logo AssoDistil 2016 orizzontale

La 72° assemblea generale di AssoDistil è in programma il prossimo 25 maggio 2018

Quello della distillazione è un settore molto legato alla filiera agricola, alla tradizione, alla qualità e alla valorizzazione delle materie prime. Ma allo stesso tempo attento alle dinamiche del mondo che lo circonda, desideroso di portare i propri prodotti fuori dall’Italia e contribuire attivamente all’economia circolare e al contenimento dell’impatto ambientale. E’ questo in sintesi il quadro che verrà illustrato in occasione della 72° Assemblea generale di AssoDistil, l’Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e acquaviti, che si terrà venerdì 25 maggio dalle  10.45 all'Una Hotel di Via Giovanni Amendola, 57 a Roma.

L'incontro rappresenta l’occasione per fare il punto sulla situazione produttiva di un settore di eccellenza dell’italianità, che distilla prodotti di alta qualità, e valorizza, nobilitandoli, i sottoprodotti della filiera avicola, in particolare quelli della filiera vitivinicola. Verranno inoltre illustrati i dati dell'“Osservatorio sull’industria dei distillati”, la ricerca a cura di Format Research, che per il settore evidenziano un livello di fiducia in calo, ma comunque superiore alla media delle imprese italiane, un miglioramento dello scenario occupazionale, un successo sempre più consolidato all’estero e una propensione all’investimento molto più elevata rispetto alla media delle imprese di medie e grandi dimensioni di altri comparti. Questo malgrado le difficoltà che da anni devono affrontare le 200 distillerie che assicurano lavoro ad oltre duemila occupati: alto livello della tassazione, difficoltà di accesso al credito, eccessivi oneri burocratici.

All’evento, moderato dal presidente di AssoDistil Antonio Emaldi parteciperanno: Paolo De Castro, Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo; Michele Alessi, Ufficio Piue VII, Settore vitivinicolo ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali; Teresa Alvaro direzione centrale tecnologie per l'innovazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Gianfranco De Felici, ufficio Coordinamento delle attività di analisi della Direzione centrale analisi merceologica e laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Giovanni Perrella, Segreteria tecnica DgMereen -DgSaie del ministero dello Sviluppo economico.

EFANEWS.EU

EFA News

La distilleria italiana malgrado le difficoltà

Dati, previsioni e investimenti alla 72° assemblea generale di AssoDistil

BICCHIERE E BOTTIGLIA

 

Settore molto legato alla filiera agricola, alla tradizione, alla qualita’ e alla valorizzazione delle materie prime, quello della distillazione è allo stesso tempo attento alle dinamiche del mondo circonda, desideroso di portare i propri prodotti fuori dall’Italia e contribuire attivamente all’economia circolare e al contenimento dell’impatto ambientale. E’ questo in sintesi il quadro che verrà illustrato in occasione della 72° Assemblea generale di AssoDistil, l’Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e acquaviti, che si terrà venerdì 25 maggio dalle  10.45 all'Una Hotel di Via Giovanni Amendola, 57 a Roma.

L'incontro rappresenta l’occasione per fare il punto sulla situazione produttiva di un settore di eccellenza dell’italianità, che distilla prodotti di alta qualità, e valorizza, nobilitandoli, i sottoprodotti della filiera avicola, in particolare quelli della filiera vitivinicola. Verranno inoltre illustrati i dati dell'“Osservatorio sull’industria dei distillati”, la ricerca a cura di Format Research, che per il settore evidenziano un livello di fiducia in calo, ma comunque superiore alla media delle imprese italiane, un miglioramento dello scenario occupazionale, un successo sempre più consolidato all’estero e una propensione all’investimento molto più elevata rispetto alla media delle imprese di medie e grandi dimensioni di altri comparti. Questo malgrado le difficoltà che da anni devono affrontare le 200 distillerie che assicurano lavoro ad oltre duemila occupati: alto livello della tassazione, difficoltà di accesso al credito, eccessivi oneri burocratici.

All’evento, moderato dal presidente di AssoDistil Antonio Emaldi parteciperanno: Paolo De Castro, Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo; Michele Alessi, Ufficio Piue VII, Settore vitivinicolo ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali; Teresa Alvaro direzione centrale tecnologie per l'innovazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Gianfranco De Felici, ufficio Coordinamento delle attività di analisi della Direzione centrale analisi merceologica e laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Giovanni Perrella, Segreteria tecnica DgMereen -DgSaie del ministero dello Sviluppo economico

WINENEWS.IT

wine news

GRAPPE E DISTILLATI, L’EXPORT VALE IL 31% DEL FATTURATO, E NEGLI ULTIMI 6 MESI CRESCONO DEL +1,3%. A DIRLO I DATI DI FORMAT RESEARCH PER ASSODISTIL

OLFATTOBuone notizie per le grappe e ed i distillati italiani, una delle tante eccellenze del made in Italy: negli ultimi 6 mesi sono cresciute dell’1,3% le esportazioni, soprattutto in Nord America, dove si raccolgono i frutti del progetto “Hello Grappa!” lanciato nel 2017, con le esportazioni che valgono il 31% dei fatturati del settore. A dirlo AssoDistil, l’Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli ed Acquaviti (che si riunirà in assemblea a Roma il 25 maggio) sui dati di Format Research. Un settore, quello della distilleria italiana, che conta 518 aziende operative, di cui 135 distillerie vere e proprie, delle quali l’80% sono considerate micro imprese (fino a 9 addetti), con oltre 4.800 occupati (www.assodistil.it). 

METEOWEB.EU

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Economia circolare e attenzione all’ambiente: la distilleria italiana tra tradizione e innovazione

A cura di Filomena Fotia

BICCHIERE VERSATO

Quello della distilleria italiana è un comparto molto legato alla filiera agricola, alla tradizione, alla qualità ed alla valorizzazione delle materie prime. Ma allo stesso tempo attento alle dinamiche del mondo che lo circonda contribuendo attivamente all’economia circolare ed al contenimento dell’impatto ambientale. Un’eccellenza tutta italiana che pur avendo registrato negli ultimi tempi un calo di fiducia, mantiene inalterati i suoi guadagni, guarda con fiducia al futuro, e mira sempre di più al mercato estero.

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca “Osservatorio congiunturale sulle imprese dell’industria dei distillati”, realizzata da Format Research nell’aprile 2018, e presentata in occasione della 72° Assemblea Generale di AssoDistil, l’Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli ed Acquaviti, che si è tenuta oggi a Roma.

Nel periodo analizzato (ultimo trimestre 2017-primo trimestre 2018), l’Osservatorio evidenzia un calo della fiducia degli operatori del settore, sia per quanto riguarda l’andamento dell’economia italiana in generale che la propria attività. In parte il calo è motivato dal rallentamento della dinamica dei ricavi che, tuttavia, rimangono in campo positivo e comunque al di sopra della media delle imprese italiane.

Questo sentiment, non intacca però la determinazione degli operatori nel continuare a guardare con fiducia al futuro, consolidando la propria capacità finanziaria e aumentando la richiesta di credito (25,5%). In tal senso, a conferma della tenuta del settore, aumentano anche le aziende che ottengono accesso al credito.

Altro fattore positivo è il dinamismo sui mercati internazionali. Circa il 31% del fatturato delle imprese del comparto, infatti, proviene dai mercati esteri. Nel periodo di analisi si è registrato un incremento dell’export (+1,3 su settembre 2017) dovuto in gran parte alle attività nei Paesi Extra Europei, in particolare verso il Nord America e i paesi dell’Europa dell’Est. Un dato che riguarda l’83% delle aziende. Questa attività viene stimolata anche proattivamente attraverso la partecipazione a fiere in Italia (33%) o all’estero (36%).

Il successo nei confronti dei mercati del Nord America e’ accompagnato anche dal progetto finanziato dalla Commissione europea “Hello Grappa!”, lanciato da AssoDistil nel 2017, che ha come obiettivo la promozione di questo distillato negli USA.

La fiducia verso il futuro è confermata anche dal tasso di investimenti. Negli ultimi due anni le imprese dell’industria dei distillati che hanno effettuato un qualche genere di investimento sono state l’83%, una quota nettamente più elevata rispetto al resto del tessuto imprenditoriale italiano. Gli investimenti riguardano in particolare i macchinari (70%). Nei prossimi due anni oltre il 70% delle imprese del comparto intende effettuare un investimento e il 38% intende investire in innovazione, e in particolare in innovazione di processo. Oltre la metà degli operatori lo faranno appoggiandosi ricorrendo all’autofinanziamento.

Ancora una volta, il comparto distillatorio si distingue per capacità di progettare un futuro di crescita grazie ad una rilanciata propensione all’internazionalizzazione” ha commentato il Presidente di AssoDistil Antonio Emaldi “Ma anche l’innovazione risulta uno degli aspetti più interessanti, che coinvolge oltre i tre quarti delle nostre aziende. Questa propensione non può e non deve essere bloccata da fattori di ostacolo: primi tra tutti, l’eccessiva burocrazia e la pressione fiscale. Quella mostrata dalle nostre aziende non è una fiducia cieca ma consapevolezza del potenziale ancora non del tutto espresso dal nostro settore, che oggi vuole cogliere le nuove opportunità che il futuro offre grazie anche alle politiche comunitarie, che premiano l’eccellenza qualitativa della produzione, le filiere integrate, gli elevati standard di sostenibilità ambientale e di efficienza nell’uso delle risorse. Tutti caratteri distintivi delle distillerie che, assieme alla competenza, esperienza e capacità dei nostri associati, ci permettono di guardare al futuro con relativo ottimismo”.

L’Assemblea Generale è infine stata l’occasione per ufficializzare la conferma di Antonio Emaldi come presidente di Assodistil. Sono inoltre state confermate tutte le cariche in vigore, mentre la sezione Energia da biomassa e biogas svolgerà i propri lavori di concerto con la sezione Bioetanolo presieduta da Maria Giovanna Gulino.

A cura di Filomena Fotia



Terra Oggi

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Dati, previsioni e investimenti futuri della distilleria italiana tra tradizione e innovazione

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Quello della distilleria italiana è un comparto molto legato alla filiera agricola, alla tradizione, alla qualità ed alla valorizzazione delle materie prime. Ma allo stesso tempo attento alle dinamiche del mondo che lo circonda contribuendo attivamente all’economia circolare ed al contenimento dell’impatto ambientale. Un’eccellenza tutta italiana che pur avendo registrato negli ultimi tempi un calo di fiducia, mantiene inalterati i suoi guadagni, guarda con fiducia al futuro, e mira sempre di più al mercato estero.

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca “Osservatorio congiunturale sulle imprese dell’industria dei distillati”, realizzata da Format Research nell’aprile 2018, e presentata in occasione della 72° Assemblea Generale di AssoDistil, l’Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli ed Acquaviti.

Nel periodo analizzato (ultimo trimestre 2017-primo trimestre 2018), l’Osservatorio evidenzia un calo della fiducia degli operatori del settore, sia per quanto riguarda l’andamento dell’economia italiana in generale che la propria attività. In parte il calo è motivato dal rallentamento della dinamica dei ricavi che, tuttavia, rimangono in campo positivo e comunque al di sopra della media delle imprese italiane.

Questo sentiment, non intacca però la determinazione degli operatori nel continuare a guardare con fiducia al futuro, consolidando la propria capacità finanziaria e aumentando la richiesta di credito (25,5%). In tal senso, a conferma della tenuta del settore, aumentano anche le aziende che ottengono accesso al credito.

Altro fattore positivo è il dinamismo sui mercati internazionali. Circa il 31% del fatturato delle imprese del comparto, infatti, proviene dai mercati esteri. Nel periodo di analisi si è registrato un incremento dell’export (+1,3 su settembre 2017) dovuto in gran parte alle attività nei Paesi Extra Europei, in particolare verso ilNord America e i paesi dell’Europa dell’Est. Un dato che riguarda l’83% delle aziende. Questa attività viene stimolata anche proattivamente attraverso la partecipazione a fiere in Italia (33%) o all’estero (36%).

Il successo nei confronti dei mercati del Nord America e’ accompagnato anche dal progetto finanziato dalla Commissione europea “Hello Grappa!”, lanciato da AssoDistil nel 2017, che ha come obiettivo la promozione di questo distillato negli USA.

La fiducia verso il futuro è confermata anche dal tasso di investimenti. Negli ultimi due anni le imprese dell’industria dei distillati che hanno effettuato un qualche genere di investimento sono state l’83%, una quota nettamente più elevata rispetto al resto del tessuto imprenditoriale italiano. Gli investimenti riguardano in particolare i macchinari (70%). Nei prossimi due anni oltre il 70% delle imprese del comparto intende effettuare un investimento e il 38% intende investire in innovazione, e in particolare in innovazione di processo. Oltre la metà degli operatori lo faranno appoggiandosi ricorrendo all’autofinanziamento.

Ancora una volta, il comparto distillatorio si distingue per capacità di progettare un futuro di crescita grazie ad una rilanciata propensione all’internazionalizzazione” ha commentato il presidente di AssoDistil Antonio Emaldi “Ma anche l’innovazione risulta uno degli aspetti più interessanti, che coinvolge oltre i tre quarti delle nostre aziende. Questa propensione non può e non deve essere bloccata da fattori di ostacolo: primi tra tutti, l’eccessiva burocrazia e la pressione fiscale. Quella mostrata dalle nostre aziende non è una fiducia cieca ma consapevolezza del potenziale ancora non del tutto espresso dal nostro settore, che oggi vuole cogliere le nuove opportunità che il futuro offre grazie anche alle politiche comunitarie, che premiano l’eccellenza qualitativa della produzione, le filiere integrate, gli elevati standard di sostenibilità ambientale e di efficienza nell’uso delle risorse. Tutti caratteri distintivi delle distillerie che, assieme alla competenza, esperienza e capacità dei nostri associati, ci permettono di guardare al futuro con relativo ottimismo”.

L’Assemblea Generale è infine stata l’occasione per ufficializzare la conferma di Antonio Emaldi come presidente di Assodistil. Sono inoltre state confermate tutte le cariche in vigore, mentre la sezione Energia da biomassa e biogas svolgerà i propri lavori di concerto con la sezione Bioetanolo presieduta da Maria Giovanna Gulino.


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Sandro Cobror nuovo direttore di Assodistil
MADE-IN-ITALY

ALAMBICCHI

Pubblicato il: 15/11/2017 15:11
E’ Sandro Cobror il nuovo direttore di AssoDistil, l’Associazione italiana degli imprenditori della distillazione. Sostituisce Daniele Nicolini, che ha ricoperto lo stesso incarico dal 2012 e che ora ha deciso di intraprendere la carriera di manager in un’azienda del settore. 

Cobror, 55 anni, nato a Napoli, una laurea in ingegneria chimica all’Università 'Federico II', ha una lunga esperienza nel campo delle energie rinnovabili e della chimica verde. In questo ambito, ha assunto negli anni importanti responsabilità manageriali. In parallelo, ha svolto una rilevante attività di rappresentanza all’interno di associazioni di categoria italiane, come Federchimica, ed europee.
“AssoDistil cambia pelle, anche se soltanto in parte: intendiamo, infatti, dare maggiore spazio - spiega il presidente, Antonio Emaldi - alla bioeconomia, di cui le nostre distillerie sono un esempio collaudato, con particolare attenzione al bioetanolo, biocarburante avanzato di origine vegetale, la cui matrice sono sottoprodotti e colture agricole dedicate, quindi non utilizzabili in alimentazione, umana o animale”. Per questo filone l’associazione dei distillatori ha già creato una sezione dedicata, con l’obiettivo di affiancare le aziende nello sviluppo di questa. Un cambiamento che proietta le aziende della distillazione verso il futuro. “Ho accettato questa sfida - spiega il neodirettore Cobror - consapevole del forte impegno che comportava: da un lato, intendiamo conservare il patrimonio culturale e storico delle distillerie; dall’altro, ci pare opportuno valorizzare quella vocazione all’economia circolare e all’energia rinnovabile emersa con forza negli ultimi anni. Significa rivolgersi a una platea più vasta, senza dimenticare il proprio ruolo nel comparto agroalimentare”. AssoDistil, fondata nel 1946, rappresenta oltre il 95% della produzione nazionale di acquaviti e di alcol etilico da materie prime agricole. L’intero comparto, senza contare l’indotto, genera circa 1 miliardo di euro di fatturato.

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