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Distillatori, pesano fisco e frodi ma c'è fiducia in ripresa

Assodistil, con attuali accise per 35% aziende -11% di fatturato

Redazione ANSA ROMA 26 maggio 2017  11:22 

foto expo

- ROMA - Fisco, frodi e scarso rispetto delle regole intaccano i fatturati delle oltre 500 aziende del comparto dell'industria distillatoria ma si continua ad investire. A dirlo è AssoDistil nella 71esima assemblea annuale, che ha chiuso il 2016 con una produzione di 1 milione di ettanidri tra alcol etilico e acquaviti e un giro di affari da 800 milioni stabile rispetto all'anno precedente, di cui due terzi lo si deve alla grappa. In particolare l'alcol da cereali ha registrato +2%, con una produzione di 628 mila ettanidri, le acquaviti da frutta +24%. Sono le accise a incidere negativamente sull'andamento dell'attività soprattutto per le piccole imprese, denuncia il presidente di AssoDistil Antonio Emaldi e avverte che il fatturato del 35% delle distillerie da qui ai prossimi anni, stando agli attuali oneri fiscali, è destinato a calare dell'11%.
A questo si aggiunge la concorrenza sleale, soprattutto nei Paesi dove i controlli sono assenti e poco efficaci. Vale per tutti l'acido tartarico cinese sintetico derivato dal benzene o dal butano, venduto a costi fuori da ogni logica commerciale, contro quello italiano naturale, che ha messo in difficoltà le acquaviti di vino nazionali giunte al minimo storico di produzione di 10 mila ettanidri, in calo del 90% in 6 anni.
Tante le criticità eppure, secondo l'Osservatorio dell'Associazione, il 55% degli imprenditori ha fiducia nella ripresa, con il 62% che prevede una crescita della loro attività. A confermare il clima positivo il 62% afferma di far fronte ai propri impegni finanziari, l'81,6% ha effettuato almeno un investimento in azienda contro il 25,7% delle realtà del manifatturiero e nei prossimi due anni il 70% ha in programma di investire ancora.

Grappa italiana va in Usa con piano promozione Ue da 1 mln

Distillerie scommettono su export,per 6 su 10 sale fatturato

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Redazione ANSA 2017 14:08

- ROMA - Debutta negli Usa il distillato simbolo del Made in Italy, con 'Hello Grappa!', piano di promozione da 1 milione di euro in tre anni finanziato con i fondi europei. Ad annunciarlo è AssoDistil, il comparto dell'industria distillatoria tra le dieci realtà italiane che si sono aggiudicate le risorse europee per promuovere prodotti agricoli. Il progetto, che prevede una serie di eventi per far conoscere il distillato ai consumatori americani, si colloca all'interno di un percorso che sta premiando la grappa soprattutto all'estero. In Italia, ricorda AssoDistil, la produzione 2016 è stata di 82 mila ettanidri, con esportazioni in aumento del 2%; in particolare si sono registrati incrementi del 5,5% per la Grappa in bottiglia e del 7,3% verso i Paesi Ue, con la Germania che si conferma l'acquirente principale, seguita da Svizzera e Repubblica Ceca e, a distanza, Francia, Belgio e Spagna. La vera sorpresa degli ultimi anni viene proprio dall'Est Europa che, dal 2010 al 2016, ha visto incrementare gli scambi dal 2 al 7% dell'export totale. In generale, l'attività di internazionalizzazione rappresenta il 28,5 del fatturato delle distillerie, con un aumento del 1,6% rispetto all'anno precedente; negli ultimi 3 anni su 500 aziende circa 6 su 10 hanno visto crescere le attività con l'estero, dove oggi sono impegnate l'82% delle distillerie, partecipando soprattutto a fiere (31,6%). ''La nostra strategia - ha spiegato Cesare Mazzetti, presidente del Comitato Nazionale Acquaviti di AssoDistil - è seguire la strada già tracciata dai grandi vini italiani apprezzati in tutto il mondo''.

Il Sole 24 Ore

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Notizie Radiocor - Finanza

Agroalimentare: gli avvenimenti di VENERDI' 26 maggio

- Roma: 71ma assemblea annuale di Assodistil, l'associazione italiana degli imprenditori della distillazione. Ore 10,30. Palazzo della Cooperazione, Via Torino, 146

 

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Adnkronos

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Assodistil, per la grappa un futuro a stelle e strisce

MADE-IN-ITALY 

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Un futuro a stelle e strisce per l’Ig Grappa. All’assemblea annuale, AssoDistil ha annunciato ufficialmente l’avvio di 'Hello Grappa!', il piano di promozione dell’acquavite made in Italy, realizzato grazie ai fondi europei e all’impegno delle distillerie italiane. Il progetto, presentato ai sensi del regolamento 1144/2014 per la promozione dei prodotti agricoli, prevede una serie di eventi dedicati al lancio dell’Ig Grappa, pensati per far conoscere il prestigioso distillato ai consumatori americani. L’intero piano prevede, su base triennale, un investimento di circa 1 milione di euro. "AssoDistil è risultata una delle 'magnifiche dieci' italiane che si sono aggiudicate il finanziamento Ue. Un risultato reso ancora più significativo dal fatto che l’Italia è al primo posto in Europa per le risorse ricevute grazie alla nuova politica di promozione dell’Unione europea", sottolinea in una nota.

Per i distillatori, gli Stati Uniti rappresentano il mercato da conquistare fuori dalla Ue. “La nostra strategia - spiega Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale acquaviti di AssoDistil - è quella di seguire la strada già tracciata dai grandi vini italiani, oggi amati in tutto il mondo. Siamo infatti convinti che la nostra acquavite, simbolo del made in Italy e gli altri ‘spirits’ della nostra tradizione, per gusto, qualità e ricercatezza, nulla abbiano da invidiare a distillati e liquori di prestigio prodotti in altri Paesi”.

'Hello Grappa!' si colloca all’interno di un percorso virtuoso che sta premiando la grappa soprattutto all’estero. In Italia, la produzione nel 2016, con i suoi 82mila ettanidri, conferma la tendenza alla stabilità. Ma è l’export a mostrare un forte dinamismo. Lo scorso anno, le esportazioni di prodotto imbottigliato e sfuso sono aumentate del 2%.

In particolare, le distillerie italiane hanno registrato un incremento del 5,5 della grappa in bottiglia, con una crescita del 7,3% nei Paesi Ue. La Germania si conferma l’acquirente principale dell’acquavite made in Italy, seguita da Svizzera e Repubblica Ceca e, a distanza, da Francia, Belgio e Spagna. La vera sorpresa degli ultimi anni riguarda proprio l’Est Europa che, dal 2010 al 2016, ha visto incrementare gli scambi, passando dal 2 al 7% dell’export totale. Un buon risultato, soprattutto se si considera che l’Europa orientale soltanto da un decennio ha aperto le frontiere al libero scambio.

Secondo l’Osservatorio congiunturale curato da Format, il 49% delle aziende che esportano opera nell’Est Europa che non fa parte della Ue, il 43% in Estremo Oriente. In generale, l’attività di internazionalizzazione rappresenta il 28,5 del fatturato delle distillerie, con un aumento del 1,6% rispetto all’anno precedente. I dati Format, in particolare, evidenziano che 6 aziende su 10 hanno visto crescere l’export delle aziende negli ultimi 3 anni. Oggi l’82% delle distillerie svolge attività all’estero, soprattutto partecipando a fiere (31,6%).

“Lo sviluppo del settore è fuori dai confini nazionali - osserva Mazzetti - attualmente, soltanto un quinto dei nostri prodotti è esportato all’estero. Per questo ringraziamo tutti gli imprenditori che hanno contribuito a ‘Hello Grappa’: con il loro impegno, in futuro porteremo il gusto e la storia della nostra acquavite tutta italiana non soltanto negli Stati Uniti, ma sui mercati internazionali”.

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Vino e Liquori

DISTILLATI ITALIANI TRA LUCI E OMBRE: SETTORE SANO, MA PESANO ACCISE E CONTRAFFAZIONE

Posted by Redazione × 26/05/2017 at 13:34        

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Oltre 500 aziende e 4800 occupati nel comparto dell’industria distillatoria, con alcuni indicatori finanziari positivi, ma fisco, frodi e scarso rispetto delle regole incidono in negativo sui fatturati. E’ il ritratto del settore tracciato da AssoDistil durante l’assemblea annuale sulla base dell’Osservatorio Format. Un settore in buona salute, che cerca di cogliere i segnali di ripresa, ma che il mancato rispetto delle regole spesso mette in difficoltà. E’ questo il ritratto del settore distillatorio delineato da AssoDistil, l’associazione nazionale dei distillatori, in occasione della sua 71ma assemblea annuale a Roma. I dati presentati durante l’evento disegnano un comparto solido, con prospettive incoraggianti, sul quale però pesano alcune incognite, come il fisco, ancora molto oneroso per le piccole imprese del settore, la concorrenza sleale, quest’ultima soprattutto nei Paesi dove i controlli sono assenti e poco efficaci.

“L’insieme di queste problematiche rappresenta un freno alla crescita delle nostre aziende  – ha sottolineato Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil -. Per questa ragione, chiediamo con forza alle istituzioni, nazionali ed europee, di aiutarci ad eliminare questi ostacoli dal nostro percorso, avvantaggiando così non soltanto le distillerie, ma l’intero comparto agroalimentare ed il sistema-Paese”. Nonostante le difficoltà, emergono alcuni importanti indicatori, che descrivono un settore pronto a ripartire. Secondo l’Osservatorio congiunturale elaborato dalla società di ricerche Format, in Italia ci sono oltre 500 aziende operanti nel comparto dei distillati, che danno lavoro a 4800 persone su tutto il territorio nazionale. In particolare, a Nord si concentra il maggior numero delle aziende e dei dipendenti (53% degli occupati). Il 31,4% lavora a Nord-Est, il 21,6% a Nord-Ovest, al Centro il 9,6 e a Sud il 37,4%. La maggior parte delle imprese è a conduzione familiare, con una tradizione storica sul territorio di grande rilievo: soltanto il 4%% delle aziende è dimensioni medio-grandi.

Secondo la rilevazione di Format, la maggioranza degli imprenditori della distillazione ha sempre più fiducia nella ripresa (55% degli intervistati) e prevedono una crescita della loro attività (62%). Una tendenza che non ha eguali nel tessuto imprenditoriale italiano, che soltanto nel 25% dei casi crede in una crescita dell’economia nei prossimi mesi. A confermare il clima positivo, il 62% delle imprese del comparto afferma di far fronte ai propri impegni finanziari. Negli ultimi due anni, l’81,6% dei distillatori ha effettuato almeno un investimento in azienda, contro il 25,7% delle aziende del settore manifatturiero e, nei prossimi due anni, il 70% ha in programma di investire ancora. Tuttavia, i dati sui ricavi e sull’occupazione, senza variazioni col segno “+”, dimostrano che non si è ancora fuori dal tunnel.

Sono le accise a incidere negativamente sull’andamento dell’attività. Secondo la rilevazione di Format, il 35% delle distillerie italiane ritiene che, anche nei prossimi anni, gli oneri fiscali continueranno ad avere un impatto frenante sul loro fatturato destinato a calare in media dell’11%. Secondi i dati di AssoDistil, nel 2016 l’intera produzione del settore distillatorio si è attestata su 1 milione di ettanidri tra alcol etilico e acquaviti. Gli alcoli e le acquaviti di origine vinica (vino e materie vinose) ammontano complessivamente a 341mila ettanidri, con un lieve incremento rispetto al 2015 (+1%). Si conferma però la tendenza negativa dell’alcol da vino, che continua a perdere quote. Al contrario, la Grappa conferma la tendenza alla stabilità con una produzione di 82mila ettanidri, mentre l’alcol da cereali ha registrato un aumento del 2%, con una produzione pari a 628mila ettanidri. Molto bene anche le acquaviti da frutta, con un incremento del 24%.

Aska news

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Martedì 23 maggio 2017 - 16:15

Assodistil, segnali positivi dal mercato

Venerdì prossimo l'assemblea dei distillatori a Roma

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Roma, 23 mag. (askanews) – Segnali positivi dal mercato, nuove iniziative e rispetto delle “regole del gioco” nel settore distillatorio. Saranno questi i temi della 71esima assemblea annuale che AssoDistil, l’Associazione italiana degli imprenditori della distillazione, organizza venerdì 26 maggio presso il Palazzo della Cooperazione (Via Torino, 146), a partire dalle ore 10.30.

A Roma, in occasione dell’assemblea annuale, l’associazione degli imprenditori di settore intende raccontare le prospettive di un comparto che vuole svilupparsi e cogliere tutte le opportunità dei mercati esteri, in un quadro di legalità e rispetto delle regole.

In occasione dell’evento, l’Associazione presenterà i dati economici del comparto, soffermandosi sulle problematiche che rallentano lo sviluppo delle distillerie. Inoltre, saranno resi noti i risultati dell’Osservatorio congiunturale sull’industria dei distillati, realizzato da Format Research. Lo studio, incentrato sul primo trimestre del 2017, mostra una serie di indicatori che raccontano di un settore sano, pronto a cogliere tutti i segnali di ripresa emersi negli ultimi mesi e ad aprirsi ai mercati esteri. Tuttavia, concorrenza sleale e accise pesano negativamente sulle distillerie, considerate oggi in Italia uno dei modelli più significativi di economia circolare. Al riguardo, AssoDistil intende soffermarsi anche sulle prospettive del bioetanolo e delle bioenergie, nuove frontiere del settore distillatorio.

Nell’assemblea si parlerà della profonda crisi del Brandy, su cui incombe l’ombra di possibili frodi ed il mancato rispetto delle regole comunitarie. Si affronterà poi la questione dell’acido tartarico di origine naturale, di cui l’Italia è leader mondiale nella produzione, illustrando le azioni di tutela per differenziarlo da quello di origine sintetica, in modo da garantire al consumatore corretta informazione e alta qualità del prodotto.

All’evento, moderato dal presidente di AssoDistil Antonio Emaldi, parteciperanno anche l’onorevole Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Pierluigi Ascani, presidente di Format, Cesare Mazzetti, presidente del Comitato Nazionale Acquaviti dell’Associazione, e Daniele Nicolini, direttore di AssoDistil. 

                                                                                  

AgroAlimentare News

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Hello Grappa!, l'acquavite scommette sul mercato a stelle e strisce

Al via un piano di promozionale triennale per una spesa di un milione di euro. Previsti una serie di eventi dedicati al lancio dell'Ig 

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Roma- Tre anni e un milione di euro per far cadere qualsiasi perplessità al consumatore americano. L'acquavite made in Italy ci prova a conquistare il mercato a stelle e strisce tanto che è stato varato un piano di promozione ad hoc grazie alla disponibilità delle distillerie italiane e a fondi europei ottenuti sulla base del regolamento 1144/2014 per la promozione dei prodotti agricoli. La strategia-  denominata 'Hello Grappa! e annunciata da AssoDistil- prevede una serie di eventi dedicati al lancio dell'Ig Grappa e si colloca- si legge in una nota- all'interno di un percorso virtuoso che sta premiando la Grappa soprattutto all'estero. In Italia, la produzione nel 2016, con i suoi 82mila ettanidri, conferma la tendenza alla stabilità. Ma è l'export a mostrare un forte dinamismo. Lo scorso anno, le esportazioni di prodotto imbottigliato e sfuso sono aumentate del 2%. La quota in Estremo Oriente è invece del 43%. L'attività di internazionalizzazione rappresenta il 28,5 del fatturato delle distillerie, con un aumento del 1,6% rispetto all'anno precedente

Ad oggi le distillerie italiane hanno registrato un incremento del 5,5 della grappa in bottiglia, con una crescita del 7,3% nei Paesi Ue. La Germania si conferma l'acquirente principale dell'acquavite made in Italy, seguita da Svizzera e Repubblica Ceca e, a distanza, da Francia, Belgio e Spagna. La vera sorpresa degli ultimi anni riguarda l'Est Europa che, dal 2010 al 2016, ha visto incrementare gli scambi, passando dal 2 al 7% dell'export totale.

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Assodistil, per la grappa un futuro a stelle e strisce

26 maggio 2017- 17:56

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Roma, 26 mag. (Labitalia) - Un futuro a stelle e strisce per l’Ig Grappa. All’assemblea annuale, AssoDistil ha annunciato ufficialmente l’avvio di 'Hello Grappa!', il piano di promozione dell’acquavite made in Italy, realizzato grazie ai fondi europei e all’impegno delle distillerie italiane. Il progetto, presentato ai sensi del regolamento 1144/2014 per la promozione dei prodotti agricoli, prevede una serie di eventi dedicati al lancio dell’Ig Grappa, pensati per far conoscere il prestigioso distillato ai consumatori americani. L’intero piano prevede, su base triennale, un investimento di circa 1 milione di euro. "AssoDistil è risultata una delle 'magnifiche dieci' italiane che si sono aggiudicate il finanziamento Ue. Un risultato reso ancora più significativo dal fatto che l’Italia è al primo posto in Europa per le risorse ricevute grazie alla nuova politica di promozione dell’Unione europea", sottolinea in una nota. Per i distillatori, gli Stati Uniti rappresentano il mercato da conquistare fuori dalla Ue. “La nostra strategia - spiega Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale acquaviti di AssoDistil - è quella di seguire la strada già tracciata dai grandi vini italiani, oggi amati in tutto il mondo. Siamo infatti convinti che la nostra acquavite, simbolo del made in Italy e gli altri ‘spirits’ della nostra tradizione, per gusto, qualità e ricercatezza, nulla abbiano da invidiare a distillati e liquori di prestigio prodotti in altri Paesi”. 'Hello Grappa!' si colloca all’interno di un percorso virtuoso che sta premiando la grappa soprattutto all’estero. In Italia, la produzione nel 2016, con i suoi 82mila ettanidri, conferma la tendenza alla stabilità. Ma è l’export a mostrare un forte dinamismo. Lo scorso anno, le esportazioni di prodotto imbottigliato e sfuso sono aumentate del 2%. In particolare, le distillerie italiane hanno registrato un incremento del 5,5 della grappa in bottiglia, con una crescita del 7,3% nei Paesi Ue. La Germania si conferma l’acquirente principale dell’acquavite made in Italy, seguita da Svizzera e Repubblica Ceca e, a distanza, da Francia, Belgio e Spagna. La vera sorpresa degli ultimi anni riguarda proprio l’Est Europa che, dal 2010 al 2016, ha visto incrementare gli scambi, passando dal 2 al 7% dell’export totale. Un buon risultato, soprattutto se si considera che l’Europa orientale soltanto da un decennio ha aperto le frontiere al libero scambio.Secondo l’Osservatorio congiunturale curato da Format, il 49% delle aziende che esportano opera nell’Est Europa che non fa parte della Ue, il 43% in Estremo Oriente. In generale, l’attività di internazionalizzazione rappresenta il 28,5 del fatturato delle distillerie, con un aumento del 1,6% rispetto all’anno precedente. I dati Format, in particolare, evidenziano che 6 aziende su 10 hanno visto crescere l’export delle aziende negli ultimi 3 anni. Oggi l’82% delle distillerie svolge attività all’estero, soprattutto partecipando a fiere (31,6%).“Lo sviluppo del settore è fuori dai confini nazionali - osserva Mazzetti - attualmente, soltanto un quinto dei nostri prodotti è esportato all’estero. Per questo ringraziamo tutti gli imprenditori che hanno contribuito a ‘Hello Grappa’: con il loro impegno, in futuro porteremo il gusto e la storia della nostra acquavite tutta italiana non soltanto negli Stati Uniti, ma sui mercati internazionali”.

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