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AssoDistil, Allarme distillerie: nel 2016 crollo produzione

Vigilare sul rispetto delle regole

pubblicato il 08/giu/2016 14:34

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Roma, 7 giu. (askanews) - Nel 2015, la produzione di acquaviti da vino in Italia ha registrato il suo minimo storico, con soli 20 mila ettanidri prodotti: rispetto a sei anni fa, si parla di una riduzione di quasi il 90%. La causa è da ricercarsi nelle pratiche fraudolente, diffuse in alcuni Paesi UE ed extra UE, che possono vendere sul mercato acquaviti di vino e brandy senza controlli sul reale invecchiamento dei prodotti e sull'origine delle materie prime utilizzate, come prescrive, invece, la normativa UE. 

Le distillerie, grazie al conferimento dei sottoprodotti agricoli, realizzano una filiera virtuosa e sostenibile. Su acquaviti da vino e acido tartarico, AssoDistil chiede il rispetto delle regole. L'economia circolare, realizzata dalle distillerie italiane, rappresenta un modello efficiente di sviluppo sostenibile. Il dato è emerso in occasione della 70esima assemblea di AssoDistil, l'associazione nazionale dei distillatori, celebrata oggi a Roma.

"La distilleria, per la sua attività - ha osservato il presidente Antonio Emaldi - riutilizza i sottoprodotti e li valorizza, realizzando così una vera e propria 'filiera della sostenibilità'. Dai cereali al vino, dalla frutta ai sottoprodotti della vinificazione, le materie utilizzate in distillazione hanno tutte una seconda vita e sono integrate nel circolo produttivo".

In particolare, il ruolo delle distillerie appare fondamentale per il sistema dei conferimenti dei sottoprodotti della vinificazione (vinacce, fecce), che garantisce il rispetto ambientale, è uno strumento di tutela della qualità dei vini e, molto importante, genera valore aggiunto alla filiera vinicola. Purtroppo, ciò non accade per alcune produzioni del settore, che soffrono una crisi senza precedenti, come nel caso del brandy, l'acquavite di vino invecchiata per eccellenza.

Secondo le stime di AssoDistil, negli ultimi 4 anni non sono stati distillati circa 10 milioni di ettolitri di vino e le nostre prestigiose produzioni di acquavite da vino e brandy rischiano di scomparire. "Il perdurare di questa situazione - ha commentato il presidente Emaldi - produrrà danni enormi, non soltanto per la perdita economica delle aziende, ma anche perché le cantine non potrebbero più contare su questo importante sbocco di mercato".

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