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Distillatori, misure più forti per combattere la contraffazione

 

Immagine bicchieri

Roma, 8 feb. (Labitalia) - Rafforzare la lotta alla contraffazione dei distillati di pregio. Per AssoDistil, questo deve essere l’obiettivo primario della proposta di modifica del regolamento Ue 110/2008 sulle bevande spiritose. Il nuovo testo è stato al centro dell’audizione che i distillatori ha tenuto al Senato, davanti alle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. “Siamo grati alle istituzioni per questa opportunità. Il nuovo regolamento si rivelerà davvero importante per il nostro comparto se ci consentirà realmente di mettere fine alle pratiche di concorrenza sleale e valorizzare le produzioni italiane di eccellenza”, ha osservato Antonio Emaldi, presidente dell’associazione.

La nuova proposta di regolamento consiste in un allineamento dell’attuale normativa al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TfUe). Le regole attuali sono carenti e spesso disattese, come dimostrano i tanti casi di produzione illegale di bevande spiritose, specialmente di acquaviti di vino. In particolare, gli accertamenti sull’invecchiamento dei prodotti di pregio, assai severi in Italia, sono praticamente inesistenti in altri grandi Paesi della Ue.

“Abbiamo già denunciato alla Commissione Ue - ha ricordato Emaldi - come, in mancanza di verifiche serie, le nostre acquaviti di pregio siano costrette a subire la concorrenza sleale di prodotti a basso costo che dichiarano un invecchiamento fittizio. Ecco perché chiediamo che si realizzi finalmente un’autentica armonizzazione tra le norme dei singoli Stati, rendendo più forti i controlli sull’invecchiamento”.

Dal punto di vista pratico, l’associazione ha proposto di introdurre l’obbligo di indicare, nei documenti telematici di accompagnamento dei distillati, il periodo di invecchiamento, la denominazione commerciale del prodotto e l’origine della materia prima. “E’ assurdo che Brandy, acquaviti di vino e acquaviti di vinaccia - ha osservato il presidente di AssoDistil - ricadano tutti sotto un unico codice. I distillatori auspicano che finalmente sia introdotto il nome esatto del prodotto, secondo le categorie già previste dal regolamento 110, a tutto vantaggio della tracciabilità dei nostri prodotti”.

“Il nostro è un segmento rappresentativo dell’agroalimentare italiano - ha aggiunto Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale Acquaviti di AssoDistil - e chiediamo che sia salvaguardata e confermata la registrazione delle Ig già stabilite. La grappa e il Brandy italiano sono distillati di pregio, espressione dei loro territori di produzione e di grande valore economico. La lotta alle frodi è un atto dovuto, per garantire non soltanto il consumatore, ma la stessa immagine dei distillati”.

Il settore vale circa un miliardo di euro, occupa 3 mila dipendenti impiegati direttamente nelle aziende del settore e oltre 30 mila nell’indotto, fornendo in media all’Erario, in termini di accisa sul prodotto immesso in consumo, oltre 500 milioni di euro di entrate all’anno.

 

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