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Distillatori, Governo eviti di colpire un comparto virtuoso

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Roma, 20 mar. (askanews) - Stando ai dati del ministero dell'Economia e delle Finanze, l'imposta sull'immissione al consumo delle bevande spiritose, la cui aliquota è aumentata di ben quattro volte tra il 2013 ed il 2015, anziché generare maggiori entrate nelle casse dell'Erario, ha provocato un drastico calo delle entrate fiscali: 29 milioni di gettito fiscale in meno nel 2015 ed una diminuzione del 13% dell'immissione in consumo di bevande spiritose. Sono i dati del ministero dell'Economia e delle Finanze, pubblicati a febbraio, che certificano la riduzione-shock delle entrate derivanti dalle accise su grappa e spirits.

In particolare, le statistiche del dicastero dell'Economia evidenziano come il reale gettito delle accise nel 2015 abbia registrato un calo del 5% rispetto al 2014. In pratica, mancano all'appello 29 milioni di euro. Un dato che si spiega con un altro numero: 30 milioni di bottiglie, che non sono state vendute sul mercato nazionale.

In altre parole, all'aumento delle accise, la commercializzazione dei distillati è calata inesorabilmente."Le aziende, di fronte ad un carico fiscale così pesante, si sono viste costrette a scaricare la crescita dell'imposta soprattutto sul prezzo - spiega Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil - deprimendo così le vendite. In un modo o nell'altro, le distillerie, ed indirettamente l'Erario, ne ricavano soltanto un danno, accentuato dalla persistente crisi dei consumi".
20 marzo 2017

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