L’etichettatura alla pompa di benzina

L’etichettatura alla pompa di benzina

Da ottobre scorso in tutta Europa è stato lanciato il nuovo sistema di etichettatura alla pompa nelle stazioni di rifornimento con lo scopo di fornire informazioni più chiare sul carburante che si sta utilizzando e sulla componente “verde” in esso contenuto.

Come noto, infatti, il settore trasporti impatta pesantemente sulle emissioni di gas clima-alteranti (oltre il 30% delle emissioni globali) che determinano il cosiddetto effetto-serra e quindi il surriscaldamento globale responsabile di effetti drammatici sui cambiamenti climatici.
Lo scopo della nuova etichettatura europea intende quindi permettere ai consumatori una scelta più consapevole e rispettosa dell’ambiente.

Probabilmente, tuttavia, pochi sanno che già oggi in Europa la benzina che si trova alle stazioni di rifornimento contiene il 5% o addirittura il 10% di bioetanolo, cioè del biocarburante sostenibile più diffuso al mondo ottenuto da matrici agricole in grado di consentire un abbattimento delle emissioni di oltre il 70% rispetto alla benzina di origine fossile. Queste miscele benzina/etanolo mostrano quindi la chiara etichettatura E5 (se contengono il 5% di bioetanolo) oppure E10 (se contengono il 10% di bioetanolo).

Tuttavia, ciò che succede in Europa non necessariamente succede a casa nostra: la normativa infatti prevede che le miscele E5 o E10 siano quelle contenenti rispettivamente fino al 5% e fino al 10% di bioetanolo ma non specifica il minimo contenuto di etanolo in queste miscele. Il risultato è che in Italia, di fatto ad oggi, e nonostante l’etichettatura E5 o E10 visibile nelle stazioni di rifornimento, il contenuto di bioetanolo è sostanzialmente http:\\/\\/assodistil.ito.

La ragione di questa “assenza” sta nella scelta del soggetto obbligato (che per legge deve introdurre una quota minima di energia rinnovabile sotto forma di biocarburanti alla pompa). In Italia, a differenza di altri paesi europei, infatti, il soggetto obbligato predilige unicamente l’uso del biodiesel da olio di palma o da altre origini, che viene miscelato al gasolio, invece che indirizzarsi al più sostenibile ed europeo bioetanolo, e questo per rispondere ad una domanda che in Italia oggi è ancora sorprendentemente sbilanciata, nonostante i ripetuti scandali, verso il consumo di gasolio piuttosto che di benzina.

Quindi, quando siamo alla stazione di rifornimento stiamo attenti a non cadere nel tranello di pensare che stiamo facendo qualcosa per il nostro pianeta perché solo quando finalmente il bioetanolo sarà realmente miscelato con la benzina anche le emissioni delle auto del nostro Paese contribuiranno alla decarbonizzazione dei trasporti. Fino ad allora, ci dovremmo accontentare in Italia dell’operazione maquillage.