Accordo UE-Mercosur: un rischio per il settore del bioetanolo in Europa

Accordo UE-Mercosur: un rischio per il settore del bioetanolo in Europa

L’Unione Europea sta negoziando un accordo di libero scambio con i Paesi del cosiddetto Mercosur (mercato comune del Sudamerica -Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), accordo che consentirà importazioni a dazio zero di prodotti che spesso sono motivo di concorrenza alle produzioni nazionali. Oltre alla preoccupazione sollevata dall’insufficiente salvaguardia di alcune indicazioni geografiche d’origine nell’accordo, un altro elemento che genera allarme è l’offerta dell’Unione Europea di concedere ai Paesi Mercosur la possibilità di importare in Europa una quota consistente di etanolo (600 mila tonnellate/anno) con un dazio ridotto a soli 64 €/m3, per l’etanolo non denaturato, per uso come biocarburante o come uso “bocca”, ovvero 34€/m3 per quello denaturato. Quota estremamente inferiore agli attuali 190 €/m3.

Il Direttore di AssoDistil, Sandro Cobror, afferma che 600mila tonnellate/anno rappresentano una quota significativa del consumo di bioetanolo in Europa (circa 12%) ed un reale rischio che mina la propensione a nuovi investimenti, in particolare in Italia dove invece si sta producendo un notevole sforzo da parte degli operatori per promuovere un bioetanolo ad elevatissime prestazioni ambientali da filiera nazionale e che concorra a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione dei trasporti fissati nel prossimo decennio dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Il bioetanolo di importazione dai Paesi Mercosur non offre le stesse garanzie di un bioetanolo sostenibile da materie prime prodotte localmente e certamente penalizza il settore agroindustriale nazionale in grado di fornire un contributo decisivo all’economia circolare, grazie all’uso di materie prime, anche di scarto, di origine agricola per produrre biocarburanti avanzati e sostenibili. Auspichiamo che i negoziatori europei si rendano conto delle implicazioni negative di tale proposta”.