Azioni del settore distillatorio nell’epidemia Covid-19

Azioni del settore distillatorio nell’epidemia Covid-19

Il Direttore di AssoDistil Sandro Cobror per OICCE Times Rivista di Enologia, n.83 – estate 2020

È indubbio che l’emergenza legata alla epidemia di Covid-19 abbia segnato, e stia segnando, le vite di ciascuno di noi ed il drammatico numero di eventi luttuosi registrati nel nostro Paese rappresenta una ferita indelebile per tutti. È altrettanto indubbio che già oggi ed ancora nei prossimi mesi gli effetti dell’epidemia Covid-19 saranno sensibili anche sul tessuto economico e sociale mondiale e del nostro Paese in particolare, dove l’emergenza sanitaria è stata particolarmente grave e l’impatto sulle attività produttive estremamente rilevante.

Il FMI stima una flessione del PIL mondiale del 3%e del 9% per l’Italia con molti settori in evidente crisi. In questo scenario davvero complicato, tuttavia, alcuni comparti industriali si sono prontamente attivati per contribuire a contrastare da subito la diffusione epidemica con tutti gli strumenti disponibili: è questo il caso delle aziende che hanno potenziato o convertito le proprie produzioni verso presidi indispensabili per la sanità pubblica, come ad esempio, mascherine e guanti ma anche prodotti ad azione igienizzante e disinfettante.

Il settore distillatorio, non diversamente da altri settori industriali, ha subito un forte impatto dalla crisi legata all’epidemia Covid, dovendo fare i conti con la drammatica flessione della domanda della distribuzione HORECA, flessione anche del 100% in molti casi, con strutture ricettive chiuse per oltre 2 mesi. Molto pesante anche la flessione delle vendite attraverso la GDO dove si sono registrati cali del 50% a marzo e del 75% ad aprile. Per quanto concerne il mercato estero, al calo della domandasi è aggiunto il problema con le esportazioni di alcol nei Paesi extra-UE dove si sono registrati alcuni casi di esportazioni bloccate in Dogana per una errata interpretazione delle ordinanze emesse in periodo emergenziale. In tale contesto di emergenza sanitaria, nonostante il difficile momento di equilibrio economico, tuttavia le imprese del settore distillatorio hanno fatto e stanno facendo la propria parte garantendo continuità operativa e lavorando a pieno regime per rifornire di importanti materie prime i settori farmaceutico e dei prodotti igienizzanti ed adottando i protocolli per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro. In particolare le piccole aziende del settore stanno cercando di attuare, non senza un notevole sforzo imprenditoriale, una riconversione per permettere loro di produrre basi per igienizzanti o disinfettanti così da limitare i danni economici e contribuire alla produzione di presidi indispensabili in periodo di pandemia. È da sottolineare come il settore distillatorio ha deciso immediatamente e volontariamente di aderire a campagne di forte responsabilità sociale per contribuire attivamente alla lotta al coronavirus. In particolare, mai come in questo momento è emerso il legame assai stretto tra le aziende del settore ed il proprio territorio, ambito nel quale si è manifestata maggiormente la solidarietà del comparto. AssoDistil, che rappresentala quasi totalità della produzione di alcole di origine agricola nel nostro Paese, si è fatta promotrice di iniziative che hanno lo scopo di rendere sempre più ampia la produzione e facile la distribuzione di alcole da utilizzare come base per igienizzanti e disinfettanti.

Le oltre 50 aziende associate ad AssoDistil hanno intrapreso una pluralità di azioni, anche locali, di supporto alle strutture ed alle istituzioni impegnate in prima linea nel contrasto al Covid-19 quali donazioni di alcol alle ASL, farmacie, ospedali, Protezione civile,Guardia di Finanza, Polizia, Vigili Urbani, Croce Rossa e alle organizzazioni di assistenza sul territorio italiano. Sono attive anche collaborazioni con aziende specializzate per garantire la realizzazione di igienizzanti e disinfettanti e donazioni a sostegno degli ospedali in alcune delle Regioni colpite come Toscana, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. Sono stati incrementati e favoriti i canali e-commerce con donazioni di parti del fatturato realizzato a favore della Protezione Civile.

È tuttavia chiaro come servirà una strategia per superare l’attuale situazione. L’aumento della domanda di disinfettanti ed igienizzanti imposto dalla pandemia, e che proseguirà nei prossimi mesi e forse anni, lascia presagire che i crescenti impieghi industriali compenseranno solo in parte la contrazione del mercato dell’alcol per altri usi. Pertanto sarà indispensabile un’azione coordinata di Governo, imprese e pubblica amministrazione per garantire una sufficiente capacità produttiva nazionale e soprattutto rendere più flessibile la burocrazia ancora oggi vero ostacolo allo sviluppo delle imprese nel nostro Paese, in particolare in periodi emergenziali come il presente. Oggi le imprese della distillazione chiedono di giocare ad armi pari con le omologhe imprese degli altri Paesi europei dove sono state messe in atto misure di sostegno alla produzione che ,se non bilanciate da analoghe misure nazionali, metteranno ancora più in difficoltà il settore.

Abbattimento del carico fiscale, sostegno finanziario, promozione del made in Italy sono le azioni che il settore si aspetta per poter competere sui mercati oggi più che mai. È un momento in cui ciascuno deve fare la sua parte, chi semplicemente restando a casa e chi mettendo a disposizione della società gli strumenti di cui dispone: la produzione di alcole diventa un asset strategico indispensabile per il contrasto alla diffusione del Covid-19 ed il settore distillatorio nazionale è in piena attività per contribuire ad accelerare un percorso di rapido ritorno alla normalità nel nostro Paese.

 

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