Bevande spiritose: dal trilogo sul Pacchetto Vino arriva una vittoria per le IG.
Accolte le istanze di Assodistil, oriGIn e spiritsEUROPE.
È stata confermata l’eliminazione dell’obbligo, previsto dalla riforma europea delle IG, di indicare in etichetta il nome del primo produttore per gli spirits a Indicazione Geografica (come Grappa, Brandy Italiano, Scotch Whisky, Cognac).
Si tratta di una scelta importante per il settore, perché quella previsione avrebbe generato più incertezza che trasparenza. I distillati, infatti, nascono spesso dall’unione di partite provenienti da diversi produttori, e riportare tutti questi nomi in etichetta sarebbe stato complesso e non immediatamente comprensibile. Inoltre, l’indicazione del primo produttore avrebbe potuto attribuire responsabilità improprie a operatori non coinvolti in eventuali difetti o contaminazioni verificatisi nelle fasi successive della filiera.
Resta naturalmente l’obbligo – già sufficiente a garantire piena tracciabilità – di indicare il responsabile della commercializzazione, dal quale è sempre possibile risalire all’intera catena produttiva in caso di controlli o indagini.
La decisione accoglie le posizioni di Assodistil, SpiritsEU e oriGIn, assicurando maggiore chiarezza normativa e una gestione più equilibrata delle responsabilità.
“Si tratta di un risultato di grande importanza per l’intera filiera,” dichiara Cesare Mazzetti, Presidente del Comitato nazionale liquori e acquaviti di AssoDistil. “Abbiamo difeso con determinazione un principio fondamentale: tutelare il valore delle nostre Indicazioni Geografiche senza imporre oneri inutili e obblighi ingiusti alle imprese. Questo esito rafforza la competitività dei nostri produttori e riconosce la peculiarità del settore distillatorio italiano.”
Spirits EU, associazione europea che rappresenta le maggiori aziende produttrici di bevande spiritose in Europa, ha ugualmente manifestato la propria soddisfazione, e ringraziato Assodistil e oriGIn per la fattiva collaborazione.






