COMUNICATO STAMPA
Biobenzine, Assodistil: il Governo non faccia passi indietro sugli obblighi di miscelazione. Il bioetanolo è una risorsa Made in Italy da sfruttare per l’industria nazionale
L’associazione: “Fermarsi ora significherebbe danneggiare cittadini e industria nazionale. Il bioetanolo è un’eccellenza che oggi esportiamo ma non valorizziamo in casa”
Roma, 12 febbraio 2026 – Ridurre concretamente le emissioni dei trasporti entro il 2030 non è una scelta facoltativa, ma un impegno vincolante previsto dalla direttiva europea RED (Renewable Energy Directive). Non rispettare gli obiettivi significa esporre l’Italia a sanzioni economiche che ricadrebbero sui cittadini, per questo è importante intervenire subito sul carburante più utilizzato dagli italiani: la benzina.
Questa la posizione di AssoDistil, l’associazione che rappresenta e tutela l’industria distillatoria italiana, che chiede al Governo di confermare e rafforzare dal 5% al 6.5% l’obbligo di miscelazione al 2030 delle biobenzine, come il bioetanolo, un carburante rinnovabile che l’Italia produce ma in larga parte esporta senza che il mercato interno ne assorba il potenziale. Una contraddizione che ha ricadute significative sull’industria nazionale e limita le opportunità di sviluppo e occupazione nel nostro Paese.
Lo scenario del mercato italiano è chiaro: oltre la metà del parco circolante è alimentato a benzina (57%) e circa il 70% delle nuove immatricolazioni riguarda vetture ibride o a benzina. Il diesel è in calo, mentre elettrico, gas e idrogeno restano su quote marginali”.
“Se vogliamo ridurre le emissioni nel breve e medio periodo, dobbiamo rendere più sostenibile il carburante che oggi alimenta la maggioranza delle auto italiane e per farlo è necessario l’inserimento delle biobenzine come il bioetanolo” sottolinea il Direttore di AssoDistil Sandro Cobror.
Gli obblighi meritoriamente introdotti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nel 2023 sono oggi messi in discussione da alcune parti interessate che fanno leva sulla presunta obsolescenza delle infrastrutture di distribuzione che impedirebbe così l’introduzione di quote di biobenzine superiori al 3%. Tuttavia, in 19 Paesi su 27 dell’Unione Europea il bioetanolo è utilizzato da anni senza problemi e con percentuali ben superiori a quelle previste in Italia.
Fermare o indebolire gli obblighi di miscelazione significa allontanarsi dagli obiettivi ambientali europei e penalizzare una filiera industriale italiana che oggi è costretta a guardare all’estero.
“Rafforzare le quote di biobenzine fino al 6,5% entro il 2030 vuol dire sostenere l’industria nazionale e promuovere nuovi investimenti, creare occupazione e mettere il Paese nelle condizioni di evitare sanzioni europee. È una scelta di responsabilità ambientale, economica e sociale. Confidiamo che il Governo non vorrà fare marcia indietro rispetto agli impegni presi nel 2023” conclude Cobror.
Ufficio Stampa AssoDistil

Sandro Cobror – Direttore AssoDistil





