Bioetanolo, l’energia rinnovabile e sostenibile per la immediata riduzione delle emissioni nei trasporti

Bioetanolo, l’energia rinnovabile e sostenibile per la immediata riduzione delle emissioni nei trasporti

La necessità di contrastare i cambiamenti climatici in corso, ha reso non procrastinabili interventi drastici per ridurre le emissioni di gas clima-alteranti. Tali emissioni hanno origini diverse ma certamente i trasporti globali costituiscono uno dei settori a maggiore impatto (superiore al 25%). Emerge quindi la necessità di puntare ad una mobilità sostenibile ed a bassissime emissioni,: tale obiettivo ha spinto l’Europa a dotarsi di una infrastruttura legislativa volta a ridurre le emissioni legate all’uso delle fonti fossili, quali benzina e gasolio.

L’Unione europea, con la Direttiva RED (Renewable Energy Directive) già nel 2009 aveva fissato obiettivi molto ambiziosi dapprima per il 2020 (con il 10% di contenuto minimo di energia rinnovabile nei trasporti). Successivamente la recentissima Direttiva RED2 e quindi per il 2030 con la recentissima Direttiva RED2, ha fissato l’obiettivo del 14% di energia rinnovabile nei trasporti al 2030. Di questo 14% almeno il 3,5% dovrà essere raggiunto utilizzando esclusivamente i cosiddetti biocarburanti avanzati, cioè quei carburanti ottenuti da materie prime residuali o biomasse non alimentari che garantiscono il rispetto di elevati standard di sostenibilità ambientali.

Inoltre, si pongono limiti all’utilizzo di biocarburanti che, per ragioni diverse, non garantiscono reali diminuzioni di emissioni rispetto ai fossili oppure non provengono da biomasse sostenibili.

Ad oggi, in Europa la stragrande maggioranza dei trasporti su gomma utilizza prevalentemente gasolio (circa 80%) e benzina (circa 20%) con quote marginali di veicoli a gas o elettrici. La situazione della domanda in Italia è analoga. La chiara intenzione dei legislatori europei e nazionali di puntare ad una mobilità elettrica nel medio-lungo termine, non può fornire per il momento e da sola la soluzione, a causa della carente infrastruttura, dell’elevato costo delle auto elettriche, dei tempi di ricarica ancora lunghi, della autonomia delle batterie a ioni di litio; ultimo, ma non ultimo, il problema dello smaltimento delle batterie stesse. 

In questo quadro esiste una soluzione disponibile già da molto tempo, che non richiedono alcuna modifica dell’attuale parco auto circolante o infrastrutture ad hoc: il bioetanolo sostenibile, ottenuto da biomasse sostenibili e da residui, in grado di abbattere le emissioni di oltre il 70% rispetto alla benzina. 

L’Italia, da anni produce bioetanolo anche avanzato e, primi nel mondo, ha sviluppato tecnologie per produrre bioetanolo da scarti cellulosici, unico biocarburante liquido in grado di ridurre le emissioni fino ad oltre il 90% rispetto alla benzina e che può essere prodotto senza ricorrere necessariamente a biomasse di importazione.

In Europa (e nel resto del mondo), da anni, vengono utilizzate miscele benzina/etanolo a contenuto diverso di etanolo: in Francia, Germania, Belgio, Finlandia e prossimamente Regno Unito viene normalmente utilizzato uno standard di miscele contenenti fino al 10% di etanolo (E10). La presenza di bioetanolo migliora anche le prestazioni del motore -che non necessita di alcuna modifica- grazie all’aumento del numero di ottani, consentendo un uso più efficiente del motore. Per questo motivo, nonostante l’apparente leggero aumento (1-2%) del consumo di carburante con l’aggiunta di etanolo nella benzina, la maggiore efficienza del motore garantisce consumi di fatto uguali o minori di quelli di un motore alimentato a benzina.

L’uso di bioetanolo è perfettamente compatibile anche con l’utilizzo nelle auto ibride benzina/elettrico.

Tuttavia, nonostante i molteplici vantaggi offerti dal bioetanolo e la notevole capacità installata esistente in Italia ed in Europa (produzione già esistente di bioetanolo avanzato, materie prime residuali largamente disponibili, compatibilità con il parco veicoli circolante, perfetta integrazione con la mobilità ibrida), fino ad oggi il bioetanolo non è stato adeguatamente sostenuto dalle politiche energetiche del nostro Paese. Si è invece preferito puntare su altri biocarburanti liquidi e gassosi per ragioni diverse dalla sostenibilità ambientale, finendo per penalizzare il bioetanolo anche con elevatissime accise (le più elevate al pari della benzina).

Una apparente “apertura” alla introduzione di bioetanolo in miscela con la benzina si è avuta a partire dallo scorso 12 ottobre, data che ha segnato l’entrata in vigore in Italia della nuova normativa europea che impone di etichettare i carburanti erogati con un contrassegno numerico a indicare la percentuale della componente massima bio-ecologica contenuta.

Ma nonostante la nuova etichettatura, in Italia la benzina E5 in realtà non contiene neanche una percentuale minima di bioetanolo, poiché la legge prevede che il numero 5 indichi il contenuto massimo che può contenere ma non il contenuto minimo, che nel nostro paese è invece nullo.

Uno reale spiraglio si apre invece con la nuova Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), prevista dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Governance dell’Unione dell’energia, elaborata dal Governo italiano ed inviata in questi giorni a Bruxelles alla Commissione Europea e che prevede, tra l’altro, un obiettivo di rinnovabili nei trasporti superiore a quello fissato dalla Direttiva RED2 (21,6% invece del 14%) di cui almeno l’8% da biocarburanti avanzati. Inoltre per il contributo che i biocarburanti dovranno offrire nel periodo 2020-2030, la proposta di Piano prevede obiettivi separati per la filiera benzina e gasolio. Questa separazione, richiesta a gran voce dai produttori italiani di bioetanolo da circa un decennio, finalmente permetterà al bioetanolo (unico biocomponente utilizzabile in miscela con la benzina) di affermarsi anche in Italia e di trovare il giusto spazio essendo l’unico biocarburante liquido già oggi disponibile, sostenibile e compatibile con le moderne motorizzazioni.