Cala la produzione, cresce la qualità: i numeri della Grappa

Cala la produzione, cresce la qualità: i numeri della Grappa

Quando parliamo di Grappa, facciamo riferimento ad un prodotto tipicamente italiano dalle caratteristiche uniche e non a tutti note.

La Grappa è “l’acquavite di vinaccia, ottenuta da materie prime ricavate da uve prodotte e vinificate in Italia, distillata ed elaborata in impianti ubicati sul territorio nazionale”. Da non confondere dunque con il termine generico acquavite (i distillati, di frutta, mosto o altre essenze), né con i distillati di vino (come il brandy o il cognac): la Grappa è il distillato italiano prodotto dalla vinaccia (di tre tipi in particolare, quelle fermentate della “svinatura” dei vini rossi; quelle semi-fermentate della vinificazione di rosati e vini dolci; e quelle non fermentate della “sgrondatura” della vinificazione dei bianchi).  Come già annunciato da AssoDistil nella sua Relazione Annuale 2019, in Italia il rapporto tra Grappe e acquaviti nel 2018 è stato di 85 a 14.

Questo prodotto dall’identità così marcata e figlio della tradizione contadina italiana, ha subìto negli ultimi 10 anni un calo nella produzione, passando dai 120.000 ettanidri del 2008 agli 85.000 del 2018, volumi su cui sembra essersi assestata la produzione nazionale negli ultimi anni. Nel 2018 le rilevazioni dei dati Istat relativi all’esportazione di Grappa mostrano in media +4% rispetto all’anno precedente (Grappa imbottigliata e sfusa). Principale destinazione della Grappa italiana è saldamente la Germania, che nel 2018 ha rappresentato ben l’86% della Grappa sfusa esportata, e il 60% di quella in bottiglia. Seguono Spagna (6%) e Svizzera (4%) per quanto riguarda la Grappa sfusa; Svizzera (10%) e Austria (5%) per la Grappa imbottigliata. Da segnalare, fuori dai confini comunitari, l’espansione del mercato statunitense per la Grappa imbottigliata.

Ma al calo della produzione è corrisposto un graduale aumento della qualità, come ha rivelato in una recente intervista ad Esquire, la presidente dell’associazione ANAG – Assaggiatori Grappa e Acquaviti, Paola Soldi. Le Grappe oggi, afferma, sono caratterizzate da una maggiore attenzione ai profumi e alla “pulizia” ed è di molto cresciuta la percentuale di produzioni invecchiate in botti di legno: “Tutte le distillerie hanno aumentato le cantine di invecchiamento, raddoppiando se non triplicando il numero delle botti.  E con certezza sappiamo che le bottiglie ricevute per i concorsi sono per un buon 60-65% di prodotto invecchiato”.

Se la Grappa pur essendo molto amata non ha fino ad oggi raggiunto i picchi di vendita e popolarità di altri distillati, è forse anche per un mito da sfatare, legato all’alta gradazione.

La Grappa è l’acquavite simbolo del Made in Italy e non ha nulla da invidiare ai prestigiosi distillati internazionali, afferma Cesare Mazzetti Presidente del Comitato Acquaviti AssoDistil. In un settore a forte vocazione di export le aziende si stanno mobilitando con investimenti e progetti di promozione per il mercato extra UE, come Hello Grappa, il progetto di promozione negli USA promosso da AssoDistil e finanziato dalla Commissione Europea. L’obiettivo è quello di rafforzare la conoscenza del prodotto ma anche incrementare le occasioni di consumo, con il grande appeal della mixology e dei cocktail sul mercato americano. Tante le attività previste, i tour in distilleria, i seminari di approfondimento, la promozione nei ristoranti e pub americani e le pagine social.