Grappa, il futuro che ci aspetta: economia circolare e “fare squadra” per favorire l’export

Grappa, il futuro che ci aspetta: economia circolare e “fare squadra” per favorire l’export

Nell’ambito delle iniziative per festeggiare i 70 anni dell’azienda, Distilleria Marzadro ha organizzato il convegno “Grappa, il futuro che ci aspetta”, un confronto tra produttori e categorie per riflettere sul futuro del settore e sui nuovi business. Il convegno, nella sua prima edizione, ha messo l’accento, tra gli altri, su due aspetti fondamentali per il comparto delle distillerie italiane: l’economia circolare e la necessità di “fare squadra” per affrontare l’export.

Rinviamo agli atti del convegno per approfondire le tematiche ma teniamo a riportare le dichiarazioni degli illustri relatori che evidenziano urgenze comuni.

Sandro Cobror – Direttore AssoDistil e moderatore dell’evento

“Il settore distillatorio è fortemente impegnato nello sviluppo dell’economia circolare come strumento di sviluppo del comparto. Le nostre distillerie, affermatesi negli anni grazie ai prodotti di indiscussa qualità come i nobili distillati, Grappa anzitutto, da sempre cercano di valorizzare al massimo la materia prima e oggi, grazie allo sviluppo di nuovi processi e tecnologie, il portafogli di prodotti di origine naturale si amplia enormemente creando delle opportunità di business inesplorate finora. Un settore che amplia il proprio raggio con applicazioni cosmetiche, nutraceutiche o nel mondo dei biopolimeri, che permettono sinergie con altri comparti industriali e produzioni a zero rifiuti, nella logica di una economia realmente rispettosa dell’ambiente e che valorizzi integralmente le materie prime: una vera economia circolare che vede il comparto tra i protagonisti dello sviluppo sostenibile”.

Cesare Mazzetti – Presidente, Comitato Acquaviti AssoDistil

“Il mercato è estremamente frazionato. Abbiamo indicazioni geografiche che sono legate al territorio. È un patrimonio forte che dobbiamo difendere come fanno i produttori di Parmigiano Reggiano, o quelli del Prosciutto di Parma. Il patrimonio deve essere “la grappa” non “le tante grappe”. La norma deve riconoscere il Consorzio come organismo di tutela. Solo così saremo alla pari di vino e cibo”.

Alessandro Marzadro, Distilleria Marzadro

“L’attenzione del consumatore nei confronti dei distillati è molto alta. Un esempio è il fenomeno gin. Questa è una grandissima opportunità che abbiamo. Oggi la miscelazione è un veicolo per far conoscere il prodotto ai più giovani, per far avvicinare il consumatore ai distillati. Se non siamo presenti nella miscelazione non avremo quel consumatore in futuro e non saremo presenti in quel locale. Non pensiamo che la miscelazione possa snaturare il prodotto. Ci sono delle ricette che lo esaltano”. “Sul fare squadra, noi giovani generazioni stiamo agendo concretamente: al Bar Convent 2019 di Berlino, proprio in questi giorni, siamo presenti non con i nostri singoli marchi ma con uno stand sulla grappa italiana che raggruppa più produttori, veneti, trentini e piemontesi. È un grande risultato”.

Roberto Castagner, fondatore e presidente dell’omonima distilleria Castagner

“Bisogna puntare sempre di più sulla qualità. Il nostro modello deve essere il Cognac. Chi beve bene è disposto a pagare bene. Al supermercato si trovano grappe a prezzi stracciati. Noi dobbiamo creare valore aggiunto. Dobbiamo decidere come selezionare una vinaccia, da quale uva, come distillarla, come invecchiarla. Dobbiamo sederci al tavolo e decidere”.