Grappa nei cocktail? Una nuova tendenza

Grappa nei cocktail? Una nuova tendenza

Se pensate che la grappa sia solo un digestivo e non abbia nulla a che fare con l’arte della mixability, vi sbagliate di grosso.

Grazie alle aziende che sempre di più investono in etichette pensate per questo utilizzo e nella promozione di eventi che abbinano food e drink alla grappa, anche grazie alla moda del glocal mixology che valorizza i prodotti del territorio, questa è infatti la nuova tendenza nel campo.

Luigi Barberis, proprietario del Caffè degli Artisti di Alessandria, è stato tra i primi ad utilizzare il distillato di vinaccia come ingrediente nei cocktail: tre le sue proposte “a la carte”, tra cui l’M&M’s con grappa di Moscato Mazzetti, gocce di bitter Campari, spremuta di bergamotto, miele e lamponi freschi.

Sacha Mecocci, head bartender del Fusion Bar di Firenze, dichiara: “La grappa è versatile e dona eleganza e struttura”; nel suo locale è possibile assaggiare il Bevilesto, con grappa di Moscato Nonino, Rabarbaro Zucca, liquore Strega, Campari bitter e Biancosarti.

È d’accordo anche Stefano Armiento, proprietario del KioskoStiss sul Lago di Viverone, che ha ideato il Piedmont Signature con grappa Domus Ruchè, liquore alla ciliegia, riduzione di vermouth rosso, estratto di pera, dashes bitter alla pesca ed essenza di rosa.