Grappagner: l’italian sounding della (falsa) grappa di champagne prodotta in Germania

Grappagner: l’italian sounding della grappa di champagne prodotta in Germania

Grappagner è l’ultimo caso di italian sounding che sta coinvolgendo il settore della distillazione. Si tratta di un distillato prodotto in Germania da vinacce usate per la produzione di champagne e la sua assonanza con il prodotto I.G. italiano e con il dialetto veneto ne fanno chiaro esempio di concorrenza sleale.

Si tratta di un tentativo di imitazione (del tutto illegittimo), segno che la Grappa è considerata sempre più un prodotto di qualità e con un elevato grado di  riconoscimento anche internazionale. Ma si tratta anche di una vera e propria pratica commerciale illegittima e inaccettabile.

Il Regolamento Europeo 110/2008 prevede infatti che la I.G. Grappa possa essere prodotta solo in Italia con vinacce italiane e vieta espressamente l’uso improprio delle denominazioni protette; le autorità preposte sono state informate e confidiamo che si attivino per inibire la circolazione e la produzione del prodotto così denominato, chiaramente lesivo del nostro distillato di bandiera.

Riteniamo che ci siano i presupposti per un’azione legale contro questo prodotto, tanto che AssoDistil si è già attivata per fare in modo che la nostra IG Grappa italiana sia tutelata da questo genere di illegittime imitazioni.

La questione è ancora più importante se si considera che la Germania assorbe più del 50% delle esportazioni totali dell’acquavite simbolo del Made in Italy.

La europarlamentare leghista Mara Bizzotto ha presentato, in questi giorni, alla commissione UE una interrogazione con cui chiede come si intenda rafforzare la tutela di prodotti ad indicazione geografica Grappa per contrastare i tentativi di imitazione fraudolenta di eccellenze made in Italy.

I casi di imitazione fraudolenta di un’eccellenza italiana, come l’IG Grappa sono un fenomeno definito «Italian sounding». Questo tipo di contraffazione genererebbe una concorrenza sleale nei confronti dei produttori italiani, danneggiando i consumatori che vengono ingannati da una denominazione che ricorda il prodotto made in Italy.