Il Covid-19 rallenta i mercati ma non quello enologico: si chiude a più 10% il fatturato di Caviro

Il Covid-19 non ferma il mercato del vino e degli spirits, come nel caso di Caviro, azienda italiana leader nel settore enologico e socia di AssoDistil, che chiude il bilancio 2020 con oltre 362milioni di euro di fatturato, ovvero più 10% rispetto all’anno precedente. Un grande traguardo che fa ben sperare per tutto il mondo del vino e delle bevande spiritose, le persone, nonostante l’emergenza sanitaria scelgono i prodotti italiani. Caviro conta oltre 12mila viticoltori associati in 7 regioni d’Italia, pari a 36mila ettari gestiti, diventando di fatto il più grande vigneto del Paese.

Insomma, il bilancio stilato dall’azienda italiana fa ben sperare tutto il mondo del vino e anche il settore distillatorio. Parte del merito è sicuramente da attribuire alla grande distribuzione dove è possibile acquistare i prodotti a prezzi ridotti rispetto a un ristorante. Un altro aspetto fortemente cresciuto a causa del Covid-19, è l’online. Visti i moltissimi problemi legati agli spostamenti tra paesi e regioni, l’acquisto online è diventato di grandissima importanza, raggiungere in poco tempo l’azienda e scegliere il prodotto che vogliamo.

Aumenta il fatturato ma obiettivo rimane sempre la sostenibilità

“Il valore di un’impresa si misura non solo con gli indicatori economico finanziari, ma anche per i benefici sul territorio”. Con queste parole, Simonpietro Felice, direttore generale di Caviro, commenta il grande lavoro che l’azienda sta portando avanti sul tema della sostenibilità e dell’economia circolare e che li ha portati di recenti a vincere il premio Impresa e Ambiente. Un asset ormai diventato fondamentale e di rilevante importanza e che riassume un po’ l’operato che tutte le distillerie d’Italia portano avanti da tempo. Adottare strategie e politiche sostenibili, prestare attenzione all’ambiente e territorio sono tutti fattori che accrescono l’eccellenza di un’azienda.