In un momento in cui il commercio internazionale sembra muoversi su un terreno sempre più instabile, ogni apertura rappresenta un segnale da cogliere con attenzione. Tra nuove tensioni sui dazi, incertezze geopolitiche e dossier ancora irrisolti come quello del Mercosur, i produttori europei di spirits si trovano oggi a navigare un contesto complesso, dove la ricerca di nuovi mercati non è più solo un’opportunità, ma una necessità strategica.
È in questo scenario che l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India assume un valore particolare.
Un passo concreto verso un mercato enorme
La decisione di ridurre i dazi sugli spirits dal 150% al 40% segna infatti un cambio di prospettiva significativo. L’India non è soltanto un Paese emergente: è uno dei maggiori mercati mondiali per il consumo di bevande spiritose, con un valore che supera i 23 miliardi di dollari.
Whisky, Brandy e Rum dominano il mercato, rappresentando circa l’80% delle vendite. Numeri che raccontano di una cultura del distillato già radicata e di un bacino di consumatori vastissimo.
Una finestra per le eccellenze italiane
Per l’Italia, e per i suoi prodotti a Indicazione Geografica, questo accordo può diventare una finestra preziosa. L’India sta vivendo una trasformazione sociale importante: una classe media giovane, urbana, sempre più orientata verso prodotti premium e super-premium, sta ridefinendo le preferenze di consumo.
In questo contesto, distillati come la Grappa IG o il Brandy Italiano IG possono trovare spazio proprio grazie a ciò che li rende unici: identità, qualità, radicamento territoriale. Non semplici spirits, ma espressioni autentiche del Made in Italy.
Opportunità sì, ma non senza complessità
Naturalmente, sarebbe ingenuo immaginare un percorso immediato. Il mercato indiano resta caratterizzato da una regolamentazione articolata, frammentata su base regionale, e da una forte presenza di grandi multinazionali già consolidate sul territorio.
Per questo, la sfida non sarà solo esportare, ma costruire strategie strutturate: partnership locali, posizionamento chiaro e una narrazione capace di raccontare il valore culturale oltre che commerciale dei nostri distillati.
Il ruolo di AssoDistil
Come Associazione nazionale dei distillatori italiani, AssoDistil accoglie con favore la conclusione dell’accordo e continuerà ad accompagnare le imprese associate nella promozione internazionale delle nostre eccellenze.
Perché l’India oggi non è soltanto un mercato “in più”: è uno dei luoghi in cui si giocherà una parte importante del futuro degli spirits europei. E i distillati italiani, con la loro qualità e unicità, hanno tutte le carte per essere protagonisti.





