La Grappa si rinnova e diventa il distillato del momento nella mixability

La Grappa si rinnova e diventa il distillato del momento nella mixability

E’ ormai il trend del momento e la nuova frontiera della mixology: la Grappa. Ancora una volta la nostra I.G. di punta ci stupisce e si rinnova presentandosi non solo come semplice digestivo, ma come “ingrediente” pregiato e versatile per tante diverse preparazioni.

Proprio in questa verste Mixer Planet dedica un ampio spazio al nostro distillato di punta, evidenziando i tanti eventi promossi dalle nostre etichette come gli aperitivi con food pairing e i cocktail alla grappa firmati da Distillerie Mazzetti o il concorso Bonollo Gra’it Challenge USA.

MixerPlanet parla addirittura di “momento d’oro” vissuto dalle nostre distillerie, che aumentano i loro investimenti in un’ottica di valorizzazione dei prodotti del territorio.

Come dice Samuele Ambrosi patron del Cloakroom di Treviso, la Grappa è un nostro patrimonio e “merita di essere sdoganata nei cocktail”; una nuova veste grazie alle nuove tecniche di lavorazione e di distillazione che ne stemperano gli aromi e ne semplificano l’utilizzo.

Inoltre è “eterogenea e versatile, è sorprendente e polivalente nei drink perché si presta a svariati usi. Uno su tutti? È indicata per i twist di un classico Stinger (ovvero, 5 cl di cognac e 2 cl di crema di menta) rivisitato con una grappa invecchiata in barrique abbinata a un liquore all’anice oppure a un rosolio” dice Claudio Carminati, barman del Winter Garden Hotel di Grassobbio (Bergamo).

Mixer Planet precisa che tutti i barman intervistati hanno confermato l’apprezzamento dei cocktail alla Grappa da parte di un “pubblico composto da uomini e donne, giovani e adulti” a conferma di un grande potenziale di sviluppo del settore. A patto che alla base della mixology ci sia una ricerca in grado di individuare miscele adatte ai vari segmenti di pubblico e soddisfarne i gusti specifici.

Qualche consiglio per un cocktail con la Grappa? Secondo Luigi Barberis proprietario del Caffè degli Artisti nel centro di Alessandria “per un long drink fruttato o per un cocktail a base di Grappa, è ideale una grappa bianca, giovane, lasciata riposare per sei mesi in vasche di acciaio inox e non particolarmente aromatica. Al contrario, per un cocktail in coppa più complesso è meglio una grappa affinata in legno o invecchiata”.

Inoltre è importante scegliere abbinamenti che valorizzino la Grappa, preservandone e rispettandone l’aromaticità. Per Fabio Camboni, bar manager di Kasa Incanto di Gaeta meglio evitare “sciroppi particolarmente marcanti e prodotti con gusti e sentori estremi”. E dato che ogni grappa “ha caratteristiche uniche, all’inizio è meglio lavorare con grappe prodotte da vitigni aromatici come Moscato, Malvasia, Prosecco, Gewürztraminer e Müller-Thurgau, perfette per creare drink fruttati, freschi e dal sapore esotico”.

E se la sperimentazione è sempre ben accetta meglio non esagerare. “L’utilizzo della grappa nei cocktail rischia di essere una forzatura se non si sceglie un prodotto adatto. In questo senso sono funzionali le referenze ideate per la mixability” conclude Giorgia Crea, brand ambassador di Bonollo e vincitrice della prima edizione di Gra’it Challenge USA.

E per chi vuole sperimentare nuove sensazioni con i cocktail a base di Grappa, sul sito Hello Grappa troverà tante originali ricette.

Fonte Mixer Planet