È notizia di pochi giorni fa, l’iscrizione della Grappa Veneta IG presso il registro delle indicazioni geografiche bevande spiritose della WIPO (world intellectual property office).
Un lavoro iniziato il 2022, che grazie all’intermediazione di AssoDistil, ha permesso di tutelare uno dei prodotti d’eccellenza della distillazione italiana, anche all’infuori degli spazi dell’Unione Europea.
Tale protezione, che di fatto vale in tutti i Paesi che hanno ratificato l’accordo di Lisbona, garantisce al marchio la tutela anche in quegli Stati terzi che non hanno ratificato accordi bilaterali con l’UE che garantiscono la protezione del marchio stesso.
Un successo, che di fatto attribuisce al prodotto quella personalità e riconoscibilità che purtroppo l’antenata “graspa” non è riuscita ad avere. Un prodotto di qualità che si è fatto riconoscere sin dalla “Grande guerra”, portando conforto e calore ai soldati al fronte.
Gli ultimi due passaggi storici che hanno permesso il successo odierno sono stati sicuramente il passaggio dalla produzione casalinga alla creazione delle prime grandi distillerie, avvenuta dopo il secondo conflitto mondiale, e la rivalutazione del settore distillatorio degli anni ’90.
La sfida che spetta oggi il marchio IG, sarà sicuramente far valere le proprie qualità affinché anche all’estero si possa far conoscere e riconoscere quello che di fatto, è uno dei fiori all’occhiello della distillazione italiana.

Foto : La grappa veneta Uomini, alambicchi e sapori dell’antica terra dei Dogi, Musumarra





