La posizione AssoDistil su Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)

La posizione AssoDistil su Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)

Il Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) si inserisce nel quadro più ampio delle politiche europee di drastica riduzione delle emissioni e di un aumento nell’uso delle fonti rinnovabili, anche per i trasporti, entro il 2030. Dal confronto del PNIEC con gli obiettivi fissati dalla UE, emergono aspetti positivi del Piano ma anche aree di miglioramento legate alla scarsa coerenza degli obiettivi del Piano stesso con la domanda energetica nei trasporti nel prossimo decennio: il PNIEC sembra voler promuovere soprattutto la diffusione delle motorizzazioni elettriche ed a gas senza dare risposte adeguate all’esigenza di decarbonizzare, invece, quelli che saranno i consumi maggiori nei trasporti fino al 2030 e cioè consumi di benzina, soprattutto, e gasolio.

Una risposta disponibile già oggi nel nostro Paese è rappresentata dal bioetanolo: il biocarburante 100% rinnovabile in grado di ridurre le emissioni di almeno il 70% rispetto ai carburanti fossili ed ottenuto da filiere certificate, sostenibili ed in grado di favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate per produrre biocarburanti da scarti agricoli.

AssoDistil, l’Associazione italiana che rappresenta i produttori di bioetanolo, chiede dunque che il Piano mantenga obiettivi separati tra filiera gasolio e filiera benzina per l’obbligo di miscelazione, e quindi quote obbligatorie di bioetanolo in miscela con la benzina, ed adotti misure di forte promozione del bioetanolo, come l’adozione di standard E10 o E20 (10% – 20% di bioetanolo in miscela con la benzina) che non richiede alcun intervento di modifiche nella distribuzione del carburante, e che si prevedano infine, nel prossimo decennio, obiettivi vincolanti crescenti per la quota di bioetanolo da miscelare con la benzina.

AssoDistil auspica anche che la tassazione dei prodotti energetici, inclusi i carburanti, tenga conto dell’impatto ambientale degli stessi in modo da premiare i prodotti che contribuiscono maggiormente alla riduzione delle emissioni ed evitare la penalizzazione che si registra oggi nei confronti del bioetanolo che, sebbene sia uno dei biocarburanti più virtuosi, vede un’imposizione di accisa equiparata alla benzina e quindi significativamente -ed incomprensibilmente- maggiore del gasolio (e del biodiesel) e dell’elettrico, oggi addirittura non gravato da accisa ed incentivato attraverso diverse misure di sostegno, nonostante l’ elettrico risulterà per oltre il 50% fino al 2030 ottenuto da fonti non rinnovabili.

Offriamo un approfondimento sul tema e un’analisi dello scenario attuale e futuro.