La posizione di AssoDistil sulle strategie “Farm to fork” e “Biodiversity”, pilastri delle politiche UE del prossimo decennio

La posizione di AssoDistil sulle strategie “Farm to fork” e “Biodiversity”, pilastri delle politiche UE del prossimo decennio

Lo scorso 20 maggio la Commissione UE ha approvato due importanti strategia europee per un futuro green del nostro continente: “Farm to fork” e “Biodiversity strategy”, elementi chiave della più ampia strategia comunitaria che va sotto il nome di “Green deal”.

Non c’è dubbio che la sostenibilità ambientale, sociale ed economica rappresenti il pilastro delle future politiche comunitarie e mondiali, per i diversi settori dall’alimentare all’agricolo, passando per il settore energetico.

Per produrre prodotti agricoli in maniera sostenibile, garantendo sicurezza alimentare e salvaguardando la biodiversità nel mentre si promuovono filiere locali, serve uno sforzo comune enorme che obbligherà l’Unione Europea a notevoli investimenti di innovazione e supporto ai vari settori coinvolti.

Non è da dimenticare tuttavia che la sostenibilità riguarda anche il settore energetico che deve sempre più traguardarsi a produzioni rinnovabili oltre che sostenibili, come il bioetanolo, per poter contrastare i cambiamenti climatici in atto, sempre nel rispetto della biodiversità dell’Europa e proteggendo la sicurezza alimentare.

In questo contesto, AssoDistil che rappresenta sia i produttori di prodotti a denominazione come la Grappa IG, sia i produttori di biocarburanti sostenibili come il bioetanolo, saluta con favore la pubblicazione delle due strategie condividendo appieno i criteri della sostenibilità e della biodiversità come cardini del futuro del pianeta.

Desideriamo però richiamare l’attenzione sul fatto che, se da un lato tali strategie tendono giustamente a promuovere i prodotti di qualità prodotti localmente, come le IG, che rappresentano esempi chiari di sostenibilità e di rispetto della biodiversità e protezione dell’ambiente, dall’altro lato l’idea della riduzione, se non addirittura l’eliminazione dell’uso di biomasse per la produzione energetica non ci vede assolutamente in sintonia di pensiero.

Questo perché le limitazione all’uso di biomasse per la produzione energetica, che evidentemente non tiene conto dell’esistenza di biocarburanti certificati sostenibili come il bioetanolo, finirebbe per svilire il contributo fondamentale di tali biocarburanti per raggiungere gli obiettivi di contrasto ai cambiamenti climatici che la stessa UE ha fissato come prioritari per il 2030 prima e per il 2050 poi e per i quali la produzione di bioetanolo sostenibile diventa essenziale, garantendo risparmi di emissione di gas ad effetto-serra fino al 70% rispetto alla benzina.

E’ poi inoltre fondamentale che le due strategie non pongano gli agricoltori europei in condizione di svantaggio rispetto agli omologhi extra-UE, garantendo che le giuste limitazioni previste, quali ad esempio l’uso ponderato di pesticidi e fertilizzanti, siano applicate anche ai prodotti agricoli importati da Paesi Terzi.