La storia

Le origini dell’arte distillatoria

L’arte distillatoria ha origini antiche. Fu applicata inizialmente nel mondo greco romano, anche in profumeria, ma furono gli arabi ad insegnare ai popoli mediterranei a distillare le bevande alcoliche e ad introdurre la parola “alcole” utilizzata ancora oggi. Intorno al 400 d.c. la distillazione entra a far parte della cultura occidentale attraverso l’alchimia, (vocabolo di origine greco ma diffuso sempre dagli Arabi), e il medico greco Zosimos di Panapolis descrive su un libro, per la prima volta, un apparecchio distillatore funzionante in un tempo egizio, completo di matraccio, un tipo di bronzo precursore della serpentina, e di un pallone per la raccolta di vapori condensati.

La distillazione in Italia

In Italia le prime testimonianze sulla distillazione di materie prime alcoliche risalgono al XII e XIII secolo: negli scritti di Taddeo Fiorentino si trova la parola “alcohol”. E fu Michele Savonarola da Padova a descrivere il primo apparato in grado di produrre acquavite distillata dal vino, utilizzata ancora come medicinale.

Anche Leonardo da Vinci ha contribuito all’arte della distillazione perfezionando il raffreddamento dei vapori in uscita della caldaia, e selezionando e separando i liquidi prodotti dalla condensazione.

Ma bisogna aspettare Caterina de’ Medici per cominciare a parlare dell’acquavite come una bevanda. Fu proprio lei a introdurla in Francia e a “regalare” quest’arte ai distillatori francesi di essenze. Le cronache dell’epoca raccontano che in occasione delle sue nozze con il futuro re Enrico II, agli invitati furono serviti liquori confezionati dai maestri pasticceri portati a corte dalla nobildonna fiorentina.

Da allora, e in poco tempo, la distillazione si diffonde in tutta Europa, così come in Italia. A partire dal ‘900 i nostri distillatori si specializzano in acquaviti ricavate da materie prime viniche, da vino (brandy) e da vinaccia (grappa). E non solo: nel nostro paese si distillano anche acquaviti di frutta e si sperimenta molto producendo acquavite da uva o da melograni, arance, fichi d’india.

E tra i tanti prodotti di punta della distillazione troviamo la Grappa, un’acquavite di pregio nata dall’utilizzo delle vinacce residuate della vinificazione, trasformata negli alambicchi e arricchiti dagli aromi primari della buccia dell’uva che invece si perdevano con le prevedenti tecniche distillatorie. Oggi la Grappa I.G. è il prodotto d’eccellenza dell’intero comparto eno-gastronomico italiano.