Monitor AssoDistil n.21

Il bollettino di monitoraggio normativo-istituzionale AssoDistil N.21 –  19-23 ottobre 2020

 

 

Agricoltura, raggiunto accordo tra ministri Ue su riforma politica agricola comune (Pac) 

Dopo oltre due anni di negoziati, i ministri Ue dell’agricoltura hanno raggiunto un accordo per una politica agricola comune (Pac) in cui almeno il 20% della dotazione nazionale degli aiuti diretti dovrà essere dedicata a incentivi per pratiche agronomiche verdi. Per la prima volta, dunque, i fondi saranno assegnati in base ai risultati raggiunti anziché al mero rispetto delle norme di conformità. L’intesa prevede che ogni Stato membro presenti un Piano strategico nazionale per la definizione e attuazione di tutti gli interventi, a seguito di un’analisi dei fabbisogni. Le Regioni, attraverso le proprie Autorità di Gestione, potranno continuare ad attuare gli interventi inerenti lo sviluppo rurale. L’accordo andrà ora negoziato in trilogo con la Commissione e il Parlamento europeo.

“Abbiamo assicurato un buon equilibrio” tra sostenibilità e sicurezza alimentare, ha detto la ministra tedesca Julia Kloeckner in conferenza stampa. Le conclusioni del Consiglio “sono un buon punto di partenza” per il negoziato con la Commissione e l’Europarlamento, ha aggiunto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski.

La plenaria dell’Eurocamera ha approvato nella notte un primo gruppo degli emendamenti presentati sui tre testi della riforma, arrivati a quota 1.942. I primi punti fermi sono arrivati sulle risorse a bilancio per le misure verdi, con almeno il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale e almeno il 30% di quelli degli aiuti diretti (contro il 20 dei ministri). Secondo gli eurodeputati i budget nazionali dei pagamenti diretti dovrebbero essere riservati per il 60% al sostegno al reddito, e un 6% dovrebbe essere mirato alle aziende piccole e medie. I voti nell’Eurocamera continueranno fino alla fine della settimana.

Nel complesso, si legge negli emendamenti approvati, il 30% delle risorse (incluso il cofinanziamento nazionale e regionale) dovrebbe andare ad azioni per il clima e biodiversità. L’Europarlamento propone di aumentare le risorse per le emergenze e le crisi rispetto alla proposta della Commissione, con una “riserva” che parte da 400 milioni e potrebbe essere accumulata negli anni fino ad arrivare fino a 1,5 miliardi.

“Siamo molto soddisfatti dei compromessi raggiunti in merito alle nostre produzioni bandiera.” – ha dichiarato la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova – “Saremo finalmente in grado di attuare interventi di investimento e ristrutturazione nel settore dell’olio di oliva, a beneficio anche dei produttori danneggiati dalla xylella, così come di continuare a sostenere il settore vitivinicolo, ad esempio finanziando l’impianto di nuovi vigneti”.

(Fonte: Repubblica.it – link)


Bando MISE per Progetti di ricerca e sviluppo per l’economia circolare

Cos’è

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile per i progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare, attivato con il decreto 11 giugno 2020, sostiene la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative per l’utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse, con la finalità di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile, e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo. Il termine per presentare domanda scade il prossimo 5 novembre.

 A chi si rivolge

Imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta.

Per i soli progetti congiunti, sono ammessi anche gli organismi di ricerca, pubblici e privati, in qualità di co-proponenti.

 Cosa finanzia

L’intervento sostiene attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto e finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (Key Enabling Technologies, KETs) di cui all’allegato n. 1 al decreto 11 giugno 2020.

I progetti devono essere finalizzati alla riconversione produttiva delle attività economiche nell’ambito dell’economia circolare, in una o più delle seguenti linee di intervento:

  1.  innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti;
  2.  progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale;
  3.  sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
  4.  strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
  5.  sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati;
  6.  sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

Sono ammissibili progetti con elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità, realizzati negli ambiti del ciclo produttivo rilevanti per l’economia circolare individuati dall’allegato n. 2 al decreto 11 giugno 2020.

I progetti ammissibili inoltre devono:

  1.  essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale;
  2.  prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 500 mila e non superiori a euro 2 milioni;
  3.  avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.

 Termini e modalità di presentazione delle domande

Con decreto direttoriale 5 agosto 2020 sono stati stabiliti i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

Dal 5 novembre 2020 le imprese potranno presentare, anche in forma congiunta, le domande.

La procedura di pre-compilazione delle domande e degli allegati sarà disponibile dal 26 ottobre 2020. Le imprese dovranno allegare alla domanda, tra l’altro, l’attestazione di disponibilità alla concessione del finanziamento, prevista per l’accesso al FRI come specificato nel decreto direttoriale 5 agosto 2020.

Decreto e allegati

 Le risorse

Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

  • 155 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI);
  • 62 milioni di euro per la concessione dei contributi alla spesa, di cui:
    • 40 milioni a valere sul Fondo sviluppo e coesione, destinati per l’80% ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, e per il 20% a quelli realizzati nelle regioni del Centro-nord;
    • 20 milioni a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, destinati ai progetti realizzati sull’intero territorio nazionale;
    • 2 milioni a valere sulle risorse rese disponibili dalla Regione Basilicata, per l’agevolazione di progetti realizzati nel territorio regionale.

 Le agevolazioni

Per le imprese, finanziamenti agevolati del FRI, per il 50% delle spese e dei costi ammissibili di progetto.

Contributi alla spesa, in misura delle seguenti percentuali delle spese e dei costi ammissibili di progetto:

  • 20% per le micro e piccole imprese, e per gli organismi di ricerca
  • 15% per le medie imprese;
  • 10% per le grandi imprese.

Le agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato e del contributo alla spesa sono concedibili alle imprese unicamente in concorso tra loro, seguendo i vincoli di destinazione territoriale previsti per i contributi.


Bando IsmeaImprenditoria femminile in agricoltura

A cosa serve: Favorire lo sviluppo ed il consolidamento di aziende agricole condotte e amministrate da donne.

A chi si rivolge: Ad aziende micro, piccole e medie condotte e amministrate da donne, in forma singola o associata.

Caratteristiche dell’intervento: mutui fino a 300.000 euro, della durata variabile da 5 a 15 anni

Agevolazioni: mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 95% delle spese ammissibili

Cosa finanzia: Progetti di sviluppo che perseguano obiettivi di miglioramento del rendimento e della sostenibilità dell’azienda, miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali e/o la realizzazione e il miglioramento di infrastrutture connesse allo sviluppo e alla modernizzazione dell’agricoltura.

Spese ammissibili:

  • la spesa per lo studio di fattibilità, nella misura massima del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare
  • le spese relative alle opere agronomiche, alle opere edilizie e agli oneri per il rilascio delle relative concessioni
  • le spese relative all’acquisto di macchinari, attrezzature e realizzazione impianti
  • le spese per l’acquisto di beni pluriennali
  • la spesa per l’acquisto di terreni, in misura non superiore al 10% dell’investimento da realizzare
  • le spese per i servizi di progettazione, la cui somma, unitamente alle spese per la redazione dello studio di fattibilità, non può superare il 12% dell’investimento da realizzare
  • le spese per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’azienda beneficiaria, funzionali al progetto proposto

Per maggiori informazioni: link