Monitor AssoDistil n.22

Il bollettino di monitoraggio normativo-istituzionale AssoDistil N.22 –  26-30 ottobre 2020

 

Riforma PAC: la posizione del Parlamento Europeo rafforza il sistema delle Indicazioni Geografiche

Questa settimana il Parlamento europeo ha votato le proposte relative all’Organizzazione Comune dei Mercati e al regolamento sulla qualità, nonché i piani strategici presentati dalla Commissione europea nel quadro della riforma della Politica Agricola Comune (PAC), rafforzando il sistema delle Indicazioni Geografiche.

Il Parlamento europeo si è espresso a sostegno delle proposte della Commissione in merito alle proposte sull’OCM, al regolamento sulla qualità e ai piani strategici inerenti la riforma della PAC. oriGIn, a cui AssoDistil aderisce, riconosce gli sforzi compiuti dai relatori e dai loro relatori ombra e accoglie con favore questo risultato, che rafforza il sistema delle Indicazioni Geografiche Europee, sia per le Denominazioni di Origine Protette (DOP) che per le Indicazioni Geografiche Protette (IGP) nel settore enogastronomico.

Nell’attuale contesto economico, il rafforzamento del sistema europeo delle Indicazioni Geografiche, in particolare per quanto riguarda la protezione contro l’usurpazione e l’abuso di reputazione, nonché la disponibilità di strumenti giuridici efficaci per garantire una migliore distribuzione del valore aggiunto all’interno dei settori, sono obiettivi strategici da perseguire con priorità. Siamo lieti di vedere oggi il Parlamento Europeo sostenere la proposta della Commissione Europea e stabilire un percorso chiaro per il futuro delle DOP e IGP nell’Unione Europea” afferma Massimo Vittori, Amministratore Delegato di oriGIn.

I membri dell’UE di oriGIn apprezzano anche l’enfasi data dal Parlamento europeo all’agricoltura sostenibile, alla quale le DOP e le IGP possono dare un enorme contributo.

Le IG europee generano notevoli valori economici, sociali e ambientali. La disponibilità del Parlamento europeo a sostenere le IG a continuare in questa direzione e a fornire un quadro giuridico più adeguato, che tenga conto dei criteri di sviluppo sostenibile, è in linea con le richieste del nostro settore. Essa rafforzerà i contributi delle IG agli obiettivi del Green Deal e del Farm to Fork. Accogliamo con favore questo orientamento che risponde alle aspettative di molti cittadini europei e ci auguriamo di avviare negoziati costruttivi con gli Stati membri“, conclude Claude Vermot-Desroches, Presidente di oriGIn.

(Fonte: Comunicato oriGIn e Qualivita)


 

Decreto Ristori

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da COVID-19.

Il testo interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati.

Di seguito le principali misure introdotte.

1. Contributi a fondo perduto 

Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con  la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).

La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza.
L’importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell’esercizio.

2. Proroga della cassa integrazione

Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.

È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

3. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali

Viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021. 

L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari:

  • al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%. 

4. Credito d’imposta sugli affitti

Il credito d’imposta sugli affitti viene esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

(Fonte: http://www.governo.it/it/articolo/consiglio-dei-ministri-n-69/15526)

Per ulteriori informazioni potete scaricare il documento redatto da Ayming Lab sul tema: Link


 

IRAP: calcolo del secondo acconto 

L’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 27/E 2020, ha fornito chiarimenti sulle modalità di calcolo dell’IRAP a seguito della cancellazione del saldo 2019 e del primo acconto del 2020: (i) il contribuente che sceglie il metodo storico versa il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli ISA) e l’eventuale saldo da calcolare al netto del primo acconto e del secondo; (ii) il contribuente che utilizza il metodo previsionale versa il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli ISA) dell’imposta complessiva per il periodo d’imposta 2020 ed il saldo da determinare al netto del primo acconto e del secondo acconto; (iii) in entrambe le ipotesi, il primo acconto da sottrarre non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il 2020. 

(Fonte: Ayming Lab)