Monitor AssoDistil n.26

Il bollettino di monitoraggio normativo-istituzionale AssoDistil N.26 –  23-27 Novembre 2020

 

 

Fondo Ristorazione c’è la proroga al 15 dicembre per la presentazione delle domande

È stato prorogato al 15 dicembre il termine per le domande del Fondo Ristorazione, accogliendo così le richieste del settore (clicca qui per tutti i dettagli). Il termine precedente per la presentazione delle domande era fissata al 28 novembre.

I ristoratori avranno altre due settimane di tempo per accedere alla misura, che garantisce un contributo a fondo perduto fino a 10mila euro, da destinare all’acquisto di prodotti 100% Made in Italy, per valorizzare la materia prima dei nostri territori

(Fonte: Agricultura.it/MiPAAF)


Collaborazione ICE-Alibaba

Segnaliamo la possibilità per le piccole e medie imprese italiane di accedere alla piattaforma B2B leader mondiale Alibaba.com, con una sezione dedicata all’offerta di prodotti unici per portare il Made in Italy nel mondo.

Alibaba.com è il portale di export digitale che permette ai buyer internazionali di ricercare produttori di beni a livello mondiale, in tutte le categorie merceologiche. Ad oggi, con 150 milioni di utenti registrati di cui 26 milioni di buyer attivi, 40 settori produttivi e 5900 categorie merceologiche, rappresenta la maggiore piattaforma mondiale di commercio B2B.

Negli ultimi tre anni, Alibaba.com, originariamente particolarmente concentrato sul mercato cinese, ha visto una forte espansione della sua attività al di fuori dell’Estremo Oriente, con tassi di crescita fino al 380% in mercati come USA, Canada, Germania, UK, Messico, Russia, India.

L’offerta è rivolta al settore food&wine in cui sono considerate comprese anche le bevande alcoliche.

I principali vantaggi della collaborazione Alibaba e ICE:

  • La piattaforma Alibaba.com ospiterà una sezione dedicata alle aziende e ai prodotti del Made in Italy, in cui saranno ospitate unicamente le aziende aderenti;
  • Supporto alla registrazione sulla piattaforma Alibaba.com
  • Per 24 mesi, le aziende selezionate per il progetto avranno i vantaggi di un Global Gold Supplier sulla piattaforma Alibaba.com senza dover sostenere il costo di membership, che verrà finanziato dall’Agenzia ICE.
  • Le aziende verranno seguite e guidate all’utilizzo della piattaforma per sfruttare al meglio l’opportunità di internazionalizzazione
  • Sarà data visibilità ai prodotti delle aziende ammesse nel padiglione Made in Italy di Alibaba.com per portarle a vendere online in più di 190 paesi
  • L’Agenzia ICE finanzierà una campagna di digital marketing della durata di 12 mesi, con l’obiettivo di promuovere i prodotti delle aziende aderenti.

La partecipazione all’iniziativa non prevede alcun costo di accesso per i primi 24 mesi da parte delle aziende in possesso dei requisiti minimi.

L’iniziativa ha dei posti limitati e vi invitiamo ad inviare subito la richiesta di adesione.

Le aziende che sono già in possesso di un Account su Alibaba.com potranno ugualmente far richiesta per entrare a far parte del progetto, beneficiando senza costi aggiuntivi del piano di comunicazione generale del Made in Italy Pavilion.

A seguire i link di dettaglio:

Scarica il regolamento e le modalità di partecipazione           

Partecipa al progetto


Accelera con Amazon, il corso di formazione gratuita per le PMI

E’ stato inaugurato il programma di formazione digitale per le PMI, completamente gratuito con l’obiettivo di potenziare l’utilizzo dell’e-commerce  fra le imprese di piccole e medie dimensioni.

Si chiama Accelera con Amazon, ed è realizzato dal marketplace per le vendite online in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, Confapi (associazione imprenditoriale), Netcomm, (consorzio del Commercio Digitale Italiano).

Si rivolge sia alle PMI che hanno già una presenza sul Web e vogliono potenziarla, sia a quelle che invece la stanno ancora programmando. Si accede attraverso un portale online dedicato al programma, bisogna effettuare una registrazione compilando un form molto semplice, si possono poi scegliere corsi e materiali da utilizzare.

Il programma comprende strumenti online di apprendimento e di consulenza, moduli dedicati su come creare un’immagine del brand efficace e implementare strategie di marketing e di social media, strumenti per sviluppare modelli di business e corsi su come creare un team, un hub di apprendimento online con corsi tenuti da docenti della School of Management del Politecnico di Milano e da esperti di e-commerce, webinar organizzati da Confapi, ICE, Netcomm e AWS (Amazon Web Services), e un corso intensivo virtuale di una settimana per offrire a 500 startup e piccole imprese un percorso su misura per sviluppare le loro competenze digitali per vendere online.

=> Marketplace digitali, classifica mondiale e strategie per PMI

Obiettivo: digitalizzazione delle PMI, che attualmente sono online solo in un caso su tre. E fra queste, solo una su sette ha un fatturato rilevante online. Secondo Federico Frattini, Dean MIP Politecnico di Milano, il problema di fondo è spesso anche «una mancanza di consapevolezza sui benefici» legati alla digitalizzazione, determinata anche da «un problema di cultura manageriale dell’innovazione».

(Fonte: pmi.it)


Made in Italy: dietro la cancellazione degli aiuti ai consorzi nel ddl Bilancio un conflitto di poteri MiSe-Farnesina.

Il colpo di spugna che il governo ha dato ai fondi per la tutela legale dei prodotti colpiti da italian sounding non riguarda solo l’agroalimentare, ma tutto il made in Italy. Anche se è proprio sull’agroalimentare che l’art. 23 del disegno di legge di bilancio per il 2021, varato dal Cdm, esercita i suoi effetti più rumorosi. Ad essere cancellate dal ddl, infatti, sono le norme che introducono il concetto di italian sounding nel Codice di proprietà industriale (Cpi) e destinano 1,5 mln di euro al suo contrasto legale; cioè al pagamento del 50% delle spese connesse ai contenziosi accesi all’estero avverso le pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell’origine dei prodotti, per come essa è disciplinata all’art. 144, comma 1-bis, del Cpi (dlgs n. 30/2005). Le norme in questione sono contenute all’art. 32, commi 1-3, del decreto legge 34/2019, convertito con modificazioni nella legge 151/2019: questi commi ammettono ai fondi, genericamente tutti i consorzi e le organizzazioni collettive d`impresa che tutelano produzioni made in Italy sui mercati esteri. Solo in seguito questa disposizione è stata integrata con una specifica che include tra i prodotti oggetto di tutela anche quelli agroalimentari.

ItaliaOggi ha svelato il colpo di mano legislativo il 14 novembre scorso. E non è cosa da poco, perché, come detto, il concetto di italian sounding è stato appena introdotto nel codice della proprietà industriale. La proposta di legge di bilancio destina i fondi sottratti a questo capitolo di spesa alla promozione dei marchi collettivi o di certificazione volontari italiani all`estero, messi in campo dalle organizzazioni dei produttori per favorire le esportazioni di qualità. Ma perché questo colpo di spugna contro una norma così sensibile politicamente, una norma che potremmo definire «manifesto»? Probabilmente la ragione va cercata nell`amministrazione proponente: il ministero dello Sviluppo economico.

Il MiSe, infatti, è competente sulla vigilanza dei marchi collettivi e di certificazione, mentre non lo è per le iniziative di contrasto all`italian sounding sui mercati esteri, che rientrano nell`alveo del dicastero degli esteri e del commercio internazionale. In questo modo, dunque, il ddl di bilancio intende riportare la competenza sui fondi in capo a via Veneto. Ma c`è di più. Al dicastero delle politiche agricole esiste già un capitolo di spesa presso il fondo di funzionamento del ministero (ex lege n. 499/1999), che finanzia per 300 mila euro l’anno nel triennio azioni di tutela legale all’estero a difesa delle denominazioni d`origine e delle indicazioni geografiche. E ancora, in seno al patto per l`export è esplicitamente scritto che le misure di contrasto all’italian sounding costituiscono uno dei pilastri del medesimo accordo; ne consegue che una grossa fetta delle risorse stanziate a sostegno di quell`intesa andranno spese a questo scopo.

Le reazioni. Il colpo di spugna sull’italian sounding ha creato un polverone. Il ministro alle politiche agricole, Teresa Bellanova, ha scritto una missiva al collega dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per chiedere «presto un chiarimento circa la portata e la finalità della modifica contenuta nell’art. 23 del ddl di bilancio». E, «se necessario, per condividere ed apporre gli eventuali correttivi».

La missiva ha trovato il sostegno del presidente di oriGIn Italia, l’associazione che riunisce i consorzi di tutela delle IG, Cesare Baldrighi, che ha commentato: «Accogliamo positivamente la revisione di quell’articolo in quanto errato. Un sostegno ai Consorzi è infatti fondamentale, considerando gli investimenti attivati per l’attività di controllo e tutela giuridica in tutto il mondo per proteggere il Made in Italy, attraverso la protezione delle singole produzioni IG».

Fonte: Qualivita/ItaliaOggi: Scarica l’articolo completo


 

Diffusa la prima bozza di Atto Delegato della Commissione con una definizione di attività Sostenibile

Il 20 novembre la Commissione europea ha pubblicato un progetto di atto delegato che stabilisce ciò che è “sostenibile” ai sensi del regolamento sulla tassonomia, vale a dire specificando i criteri di screening tecnico in base ai quali attività economiche specifiche possono contribuire in modo sostanziale alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e per determinare se tali attività economiche causino danni significativi a uno qualsiasi degli altri obiettivi ambientali pertinenti.

Con Regolamento sulla Tassonomia intende definire le attività che rimarranno in un’economia a zero emissioni nette entro e dopo il 2050 e i tipi di attività che possono sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni e resiliente ai cambiamenti climatici. Sarebbe quindi un punto di riferimento per gli operatori dei mercati finanziari che intendono sviluppare prodotti finanziari verdi; gli investitori dovranno descrivere in che modo integrano i rischi per la sostenibilità, quale impatto potrebbero avere i rischi per la sostenibilità sul rendimento dell’investimento o del prodotto finanziario e se la loro politica di remunerazione è coerente con l’integrazione dei rischi per la sostenibilità.

Tali criteri di screening tecnico dovranno determinare le condizioni in cui un’attività economica si qualifica come recante un contributo sostanziale alla “mitigazione” dei cambiamenti climatici o all'”adattamento” ai cambiamenti climatici e se tale attività economica non causi danni significativi a nessuno degli altri obiettivi ambientali. Gli allegati sull’adattamento ai cambiamenti climatici e la mitigazione dei cambiamenti climatici fisseranno le soglie di emissione proposte e i criteri di screening ambientale per una serie di attività economiche alla ricerca di un “marchio verde”.