Sentenza del Tribunale di Amburgo sul “Glen Buchenbach”

Sentenza del Tribunale di Amburgo sul “Glen Buchenbach”

Il 7 febbraio il Tribunale di Amburgo ha emesso una sentenza in base alla quale il distillato di Stoccarda “Glen Buchenbach” potrebbe dover cambiare nome.

Il caso mette in opposizione la Scotch Whisky Associati (SWA) e una distilleria situata in Germania, che produce e commercializza whisky con la denominazione “Glen Buchenbach“. L’etichetta del prodotto indica anche “prodotto tedesco“. Ma la SWA ritiene che l’uso del termine “Glen” in relazione a questo genere di prodotti violi la normativa sull’Indicazione Geografica “Scotch Whisky”, in quanto suscettibile di indurre i consumatori a creare una connessione inappropriata con la vera I.G.. Il termine “Glen” in effetti è ampiamente utilizzato in Scozia sia come sinonimo della parola “valley”, che come marchio dei produttori di whisky scozzese.

La sentenza di Amburgo fa riferimento ad una precedente sentenza della Corte di giustizia (causa C-44/17), emessa a seguito della richiesta da parte della stessa Corte di Amburgo, che aveva chiesto alla Corte di interpretare la normativa UE relativa all’Indicazione Geografica delle bevande alcoliche I.G. (regolamento (CE) n. 110/2008), in particolare per quanto riguarda la profondità del “evocazione“.  Secondo la Corte, il concetto di “evocazione” è un potente strumento per proteggere le I.G. nei confronti dello sfruttamento della loro reputazione e di altre pratiche che mirano a stabilire una connessione tra i prodotti venduti e le IG riconosciute a livello UE; i principali elementi del giudizio sono:

  • la prossimità “concettuale” tra una I.G. e il termine contestato può determinare un’evocazione che deve essere valutata dai tribunali nazionali, in base al modo in cui nella mente del consumatore europeo medio, ragionevolmente ben informato e ragionevolmente attento e avveduto, imbattendosi nella denominazione in questione, venga stimolata l’immagine del prodotto relativo all’indicazione protetta. Questo è il primo caso in cui, al di là di ogni dubbio, si ritiene che l’evocazione possa esistere anche quando la denominazione in questione non è simile in termini fonetici o visivi alla I.G;
  • l’indicazione della vera origine del bene in questione non esclude automaticamente l’evocazione di una specifica I.G.

Il regolamento comunitario sugli alcolici tutela infatti non solo l’uso diretto dell’indicazione geografica di origine, ma anche indicazioni simili e potenzialmente fuorvianti.

Di conseguenza, nel caso specifico, il tribunale tedesco ha dovuto determinare se un consumatore europeo medio sia indotto a pensare direttamente all’indicazione geografica “Scotch Whisky” quando si trova di fronte a un prodotto comparabile, e recante la denominazione “Glen” (“Glen Buchenbach” Whisky). In questo contesto, è stata presa in considerazione la singola parola, non l’impressione generale del prodotto. I riferimenti chiarificatori sulla confezione dell’origine non sono stati ritenuti sufficienti. La denominazione “Glen” è stata quindi considerata “deleteria” nei confronti del prodotto whisky Scozzese e dei suoi produttori.